Instagram Direct: ora condividi le foto con chi vuoi tu

Aggiornamento fatto? Ma come, solo io sono così “geek addicted” da stare dietro a tutti gli aggiornamenti di tutte le mie app preferite?
Ok, concesso che questo va a sommarsi alle mie “manie” da social girl (le altre le trovi in questo post), andiamo avanti. Se non avete aggiornato Instagram è arrivato il momento di farlo, perché c’è un’importante novità che se non rivoluziona l’esperienza del social network delle immagini, sicuramente la cambia a l’arricchisce: Instagram direct!

I numeri di Instagram

Partiamo col dire che Instagram è uno dei miei social network preferiti e secondo me la vera rivoluzione di questo 2013. Ne parlavo in tempi non sospetti più di un anno fa, su Futurap.com con Fabio Lalli, nel periodo in cui si intravedeva il fenomeno in crescita e Facebook non ci aveva ancora messo su le grinfie “sul serio” (in realtà la acquisisce già nell’aprile 2012), segnando quello che fino a quel momento era stata una crescita “organica” in un cammino “strategico” di business.
Che ci piaccia o meno, quella della condivisione della vita, costruita a tavolino o in un attimo rubato, è una vera e propria mania, i cui numeri parlano chiaro: 150 milioni di utenti globali(solo 4 in Italia), 16 miliardi di foto condivise, una cosetta come 1,3 miliardi di “cuoricini” giornalieri. [Questi numeri sono stati presi nell’osservatorio di Instagram di Hubview, una chicca di Hub09 e Giuliano Ambrosio]

Possibilità di scelta

La morbosità dell’autoscatto e della condivisione, stigmatizzata dai più e di cui tutti sembrano preoccuparsi, allarmati da una deriva dell'”egotismo” individuale, da oggi potrebbe non essere più un problema? Forse. Diciamo che la nuova funzione “Direct” potrebbe aiutare da una parte la privacy, dall’altra la scelta.
Infatti potremo condividere le nostre immagini e video pubblicamente, oppure in privato selezionando uno o più destinatari.

Introducing Instagram Direct from Instagram on Vimeo.

Foto e video "direct", un mix tra direct message e feed privato

Quella che a molti potrebbe sembrare solo l’aggiunta di una chat, o di messaggistica privata, già presente nella maggior parte dei social network (con tutti i problemi di spam che solitamente si porta dietro), per alcuni è una vera e propria “svalutazione” della filosofia di Instagram. La fortuna di questa app, che diventa un social network nella misura in cui si basa sull’azione, condivisione e interazione tra persone iscritte, è stata senza ombra di dubbio la community.
Solo Instagram infatti ha visto la nascita di gruppi di persone che trasformano il “fare belle foto” in azioni ed eventi programmati e comunitari: sto parlando degli Instagramers, altrimenti detti #igers, e di come abbiano creato ed amplificato la forza instrinseca di un semplice applicativo, nello strumento capace di far incontrare on e off line persone, fare storytelling per immagini e raccontare il territorio.
Probabilmente la nascita di questo movimento è stata spinta proprio dalla dimensione “libera” e “pubblica” della condivisione dei contenuti, oltre che dalle re-invenzione di uno strumento di comunicazione amato e alla portata di tutti: la fotografia.

Le nicchie vs il pubblico

La nuova dimensione “privata” di Instagram prenderà il sopravvento su quella pubblica? Forse è un po’ inutile fare previsioni. Sono gli utenti a scegliere il destino dei social network, attraverso i comportamenti d’uso giornalieri.
Pensate a com’è cambiato Twitter da quando sono stati introdotti gli “sponsored”, e lo stesso Instagram da quando brand, vip e fashion blogger hanno fatto transumanza (ovviamente in massa) da Facebook.
Quello che mi fa ben sperare rispetto al futuro è proprio questo: la condivisione pubblica delle immagini ha un potenziale comunicativo, fa leva su un certo tipo di voyerismo intrinseco in molti utenti e ci mette in contatto con molte più persone rispetto alla nostra micro “nicchia” di contatti privati.
Ci fa sentire tanti, crea emozioni e relazioni di gruppo.

Per tutto il resto, c’è Direct.

di @futurap