iPhonegraphy: un eBook che racconta la community degli iPhoneographers

Il libro apre con questa frase “Con questo ebook cerchiamo di trovare nuove chiavi interpretative attraverso il punto di vista che ne danno giornalisti, analisti, critici, fotografi e appassionati di un mondo “sotterraneo”, quello dell’iPhoneography.”

Curiosando nelle 46 pagine, mi soffermo molto di più sulle foto presenti che non nella lettura dei 20 interventi, tra fotografi, startupper, social media manager e giornalisti. Alcune foto sono molto belle, altre le trovo discutibili, forse raccontano un momento di realtà, ma non danno l’idea di ricerca dal punto di vista tecnico, creativo o stilistico. Forse un modo per far vedere che su Instagram si possono trovare foto bellissime, ma anche scatti che colgono un momento, ma mancano sia di tecnica che di creatività?

Passo oltre e dopo aver curiosato le foto, decido di affrontare la lettura dei 20 interventi, un po’ mi spaventano perché l’impaginato dell’eBook li fa sembrare lunghi e un mattone da digerire. Tutto sommato ne esco viva e senza aver perso diottrie, perché il testo a monitor risulta troppo piccolo, forse avrei optato per 2 punti in più 🙂

A questo punto vale la pena scaricare questo ebook? Gratuito, pertanto si può fare anche lo sforzo si scaricarlo, no?

A parte gli scherzi, in effetti tra i vari punti di vista sull’iPhonegraphy emerge un tema più ampio e su cui vorrei riflettere anch’io nella mia ricerca personale sulla fotografia: la diffusione di un sistema di massa che permette con pochi filtri di migliorare e dare carattere a una foto “brutta” ha reso tutto e tutti banalmente uguali? Fotografando ogni singolo attimo della propria vita, si perde il concetto della fotografia che deve saper cogliere l’attimo irripetibile?

Forse dovremmo fermarci e decidere di ritornare alle origini, dove ogni singolo scatto aveva un costo di rullino e sviluppo, dove uno scatto era prima pensato e studiato, per avere qualcosa di qualità.

Se non si è capito sono una purista dello scatto, anche se devo ammettere che anch’io mi faccio prendere dall’immortalare ogni momento “banale” della mia vita 🙂

di Sharon Sala