La community di YouTube non esiste

Settimana scorsa vi avevo detto che avrei fatto un articolo sul mio sabato trascorso al Mantova Comics and Game, ma vorrei prendere spunto da un particolare evento della giornata per esporvi una personale considerazione sul mondo di YouTube.

Sabato, per l’evento Blog Generation, sono saliti sul palco, per rispondere alle domande del pubblico, quattro YouTuber molto conosciuti nell’ambito nerd e non solo: Yotobi, Dario Moccia, Daniele Doesn’t Matter e Farenz.


Ho assistito a tutto l’evento, ascoltando attentamente ciò che i miei “colleghi Senior” avevano da dire (e si sono fatti dei bei discorsi riguardo alla cosiddetta “professione Youtube”, tema già affrontato da altri creatori di contenuti sulla piattaforma, ma argomento sempre in voga); ma ciò che mi ha fatto riflettere non è stato tanto cosa si è detto sul palco ma la risposta del pubblico… IL PUBBLICO.

È stato in quel momento che le mie convinzioni hanno preso una forma definita: la community di Youtube non esiste.

Andiamo con ordine.

Dovete sapere che ogni tanto all’interno della piattaforma tubolare vengono fuori dei casi di discussione, veri e propri focolai che fanno esplodere vlog in cui ognuno dice la sua, nella maggior parte dei casi su quello che fanno gli altri Youtuber. L’ultimo che mi viene in mente è ad esempio quello riguardante la visibilità dei feed (poter vedere se qualcuno è iscritto ad altri canali, i Like e commenti pubblici, eccetera eccetera).
Nell’immaginario comune dello YouTuber medio è importante, per alcuni quasi necessario, che tutti insieme i creatori di contenuti si confrontino su argomenti che riguardano i comportamenti pubblici come se fossimo tutti inquilini di un grande condominio impegnato collettivamente nel costruire lo YouTube del futuro.

Ma ieri quei quattro ragazzi hanno confermato, involontariamente perché comunque a questo specifico argomento non si è mai fatto cenno, che ciò che importa, se hai un canale YouTube, sono due cose, ovvero la qualità dei contenuti e il tuo pubblico. In questa essenziale visione, quindi, non saremmo dei condomini ma proprietari di una serie sterminata di villette a schiera: ognuno cura il proprio prato e la propria casa come vuole, chi la dipinge di bianco, chi la fa in mattoni, chi nel giardino ci mette una piscina, scivoli, altalene o gnomi con tanto di Biancaneve, Lupo e Cacciatore, il tutto per accogliere nella modo più personale il proprio pubblico. In qualità di vicini di casa è normale che con qualcuno si vada d’accordo e ci si intenda bene e che con altri si abbia da ridire, fa parte delle regole di buon vicinato: ma se ci si concentra troppo a guardare nel giardino altrui si perde non solo di vista il proprio, ma anche chi lo frequenta, che è la cosa più importante.

Con questo non voglio dire che ognuno deve farsi i fatti suoi, anzi, sarei una bella ipocrita ad esprimermi in questi termini perché io stessa sono amica di altri YouTuber, persone che stimo non solo sul lato professionale ma anche umano (lati che però preferisco non mischiare mai), ed è grazie ad alcuni di loro, che mi hanno citata e sostenuta, che il mio piccolo giardino ora ha i suoi iscritti. Collaborazione e fair-play, due cose che sul palco di ieri erano presenti, devono certamente esistere ma non sono tutto, perché se si sottraggono questi all’equazione, nei nostri contenuti non restano altro che sterili pubbliche relazione e vuote considerazioni.

Io e Michela, l'unica Fanciulla donna incontrata fin ora!
Io e Michela, l'unica Fanciulla donna incontrata fin ora!

E sempre ieri, mentre giravo per la fiera con questo pensiero latente, ho realizzato che il legame più forte lo sento con il mio pubblico, un piccolo gruppetto di gente fantastica, sempre propositivi, educata (e non è per nulla semplice trovare gente educata su YouTube, credetemi) e protettiva nei miei confronti. È forse per questo motivo che faccio questo discorso così individualista, perché so che nonostante tutto io avrò sempre il mio splendido pubblico qualsiasi cosa succeda su YouTube, qualsiasi siano le restrizioni di copyright che la piattaforma impone o l’opinione che altri Youtuber hanno su di me.

Nonostante su questa piattaforma sia grande tanto quanto una pulce, posso dire che l’esperienza come YouTuber ha influito pesantemente sui miei contenuti, cambiando il modo di portare avanti la mia passione sul tubo, perché se prima lo facevo per ME, ora lo faccio per NOI.

Vi voglio bene Fanciulli.

jm3 on Flickr
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PS: amo i tag a caso con Fabrizio Frizzi.

Per vedere tutti i miei video su BigoTubo cliccate qui, ne troverete uno nuovo ogni giovedì. Ci vediamo settimana prossima prossima Fanciulle!

di Giordana Moroni