Non è che ho preconcetti, ma…

No vabbè.
Se alla prima riunione editoriale, di tutti i redattori “femmine“, da
tutta Italia, il direttore editoriale “maschio“, proclama: “tassativo,
aggiornare il proprio twitter in tempo reale”. Ho un “t-che?!?” di disgusto.

No vabbè

No vabbè.
Non è che ho preconcetti, eh!
Non è che alzo dei muri, non è che non seguo le istruzioni… è solo
che Twitter non mi piace.
Io sono una tipa da Facebook, una di quelle
che “per vendere bisogna mostrare“.
Una femmina prolissa, ampollosa,
evanescente, photo-alcholic and long-post addicted.

Se leggi le istruzioni da Google dopo l’inserimento delle keywords,
riguardo a “cos’è Twitter“, ti appare la spiegazione che – Twitter è
un servizio che consente di lasciare un messaggio non più lungo di 140
caratteri tramite web, messenger o sms letto dalle persone che hanno
scelto di seguire i tuoi aggiornamenti
-.
Vedi, Twitter nella mia femminea mente bacata, è per maschi stringati, sfuggenti, leggermente introspettivi/auto-riflessivi, colti dalla sindrome dell’albergo (nel senso che “questa casa non è un
albergo”
). Tipo quelli che vedi sempre con i jeans, camicia
inamidata dentro i pantaloni, cinta impeccabile da anni, sempre allo
stesso buco (ma solo io più passa il tempo e più mi allargo?!? –
Tweeting).

Twitter è per i mordi e fuggi del “basta che ci sono” e che “non mi
date fastidio
“.
“Il Tweeter è mio e lo comando io”.

– Il nome “Twitter”, corrispondente sonoro della parola tweeter,
deriva dal verbo inglese to tweet che significa “cinguettare” -.

Ma non bastava il cinguettare di un aggiornamento di stato di Gtalk, Skype, MSN?
Ma non basta che tengo, da tempo, tutte le chat chiuse ed
off-line/invisible approach, come fossero il peggior perseguitio
insistente del decennio?

Ma non basta l’abbonamento unlimited per gli SMS e gli MMS?
Ma non bastava il “poke” di Facebook o il “mi piace” di Instagram o
l’imprinting dello “yeplike“? E le emails, quelle, spammate e spalmate?

Twitter è per stitici. Io non voglio, multimedialmente, avere un
blocco intestinale.

Sono limitata.
Troppi mezzi, troppa comunicazione bidirezionale, troppi redirect,
troppi tramiti. Tanti mezzi e poca selezione. Tanta offerta e poca conoscenza.
Troppe camicie da stirare, poke ai quali rispondere, sigilli di
garanzia da immettere su foto, notes di Instagram da leggere e
goderne… schermate da caricare a fronte di un problema fondamentale: tanto, la batteria dell’iPhone, non dura.

di Simona Angeletti