Paola Sangiovanni ci parla di Pinterest e del suo futuro

Sta per chiudersi il 2012, anno che ha visto protagonista Pinterest come social dove tutti dovevamo essere, dove anche le aziende hanno mosso i loro primi passi insieme agli utenti e che ora hanno un profilo business.
Sulla scia delle novità che Pinterest ha lancianto in questi ultimi mesi, mi viene naturale chiedermi, qual è la situazione attuale e se nel 2013 dovrò iscriversi all’ennesimo social dell’anno?

Chi meglio di Paola Sangiovanni, Cofounder Pinterestitaly, poteva rispondere ai miei dubbi.

Cosa ti ha spinto a fondare un blog su Pinterest?

L’idea è nata durante il Master in Comunicazione e Media Digitali che ho frequentato al Sole 24 Ore. Io, Azzurra e Domenico abbiamo pensato che impegnarci nella costruzione di un progetto condiviso poteva essere una spinta utile al confronto e all’aggiornamento continuo sul mondo dei social media. Poi volevamo mettere in pratica tutte le lezioni sul personal branding 😉 In quel periodo, parliamo di gennaio 2012, Pinterest stava esplodendo negli U.S.A. e in Italia si cominciava a parlare del suo boom di utenti. Alle domande Cos’è Pinterest? Come funziona? Perché sta esplodendo? Come usarlo per il business? non trovavamo risposte in un unico blog: ecco che è nata l’dea!

Le aziende stanno sfruttando le nuove funzioni di Pinterest per il business? Qualche caso di successo che vale la pena studiare?

Siamo ancora in fase di mappatura. In questa prima fase l’introduzione di profili business serve al team di pinterest per comprendere quanti e quali brand sono presenti: immagino che l’obiettivo sia fornire dei servizi specifici. Quindi più che alle novità di questi giorni, i casi di successo sono legati alla capacità delle aziende di far esplodere la propria creatività. Penso ad Honda che ha ideato la Pintermission: tre influencers accuratamente selezionati sono stati invitati a staccarsi da Pinterest per 24 ore, a realizzare uno dei desideri pinnati e a raccontarlo poi su una board dedicata.

Quali consigli daresti su Pinterest business visto che è un servizio molto giovane e poco conosciuto?

Come ha ricordato Berto Salotti in un post, Pinterest può uno strumento molto utile per dialogare con utenti non italiani utilizzando la potenza delle immagini. Bisogna prima di tutto individuare l’obiettivo del profilo e decidere se concentrarsi maggiormente sul prodotto (per esempio se si ha un negozio di e-commerce) o creare uno story-telling per immagini dell’azienda.

Audi, per esempio, ha creato un profilo che punta a trasmettere la competenza tecnologica del brand (all’avanguardia della tecnica) senza mai pubblicare la foto di un’auto! Parole d’ordine sono quindi creatività e cura dei contenuti che vengono pinnati: un consiglio può essere sperimentare nelle board segrete (da poco introdotte) la visualizzazione dei contenuti e poi renderle pubbliche.

Sappiamo che Pinterest è il social del 2012, lo sarà ancora per il 2013 oppure emergerà una nuova piattaforma da studiare e sperimentare?

Il mondo dei social media si muove velocemente: due anni fa Pinterest era appena nato ed oggi è il n. 3 degli USA. Non so fare previsioni, ma una cosa è certa: io sono pronta a pinnare tutte le novità!

di Sharon Sala