Quando l'abito fa il… cocktail!

Esistono vestiti da cocktail… e vestiti che ti fanno il cocktail. Sto parlando di DareDroid Cocktailmaking Dress, l’originale creazione di The Modern Nomads (MoNo), un team formato dalla fashion designer olandese Anouk Wipprecht, dall’hacker norvegese Marius Kintel e dalla scultrice canadese Jane Tingley. Il “robot ibrido biomeccanico da cocktail” (così lo definisce il team) serve le bevande combinando la tecnologia medica fatta di valvole e sensori, a un hardware open-source e un sistema pneumatico con tubi e pompe. La funzione principale di DareDroid va però ben oltre la mera preparazione e dispensazione di cocktail: l’abito tecnologico infatti, riscopre il classico e adolescenziale gioco “obbligo o verità” (chi non l’ha mai fatto?!) e lo reinventa aggiungendo un tocco futuristico.

Grazie allo speciale braccialetto touch-screen è possibile inserire quanti più dettagli possibili sulla persona che si sottopone al gioco: la sola partecipazione permette all’abito di versare del semplice latte tiepido nel bicchierino posto al centro del torace (in una specie di alloggio in stile dispensatore di ghiaccio dei frigoriferi all’americana).

Ma la volontà di partecipare all’obbligo o verità e di rivelare i dettagli più nascosti della propria personalità verrà ricompensata con uno shot di White Russian. Sebbene non condivida appieno la scelta di sfruttare un gioco sufficientemente superato come “obbligo o verità”, il DareDroid ha saputo catturare la mia attenzione grazie al sistema pneumatico che dispensa i cocktail e grazie al suo design, che tanto ricorda gli abiti futuristici dei personaggi di Futurama (o dei Jetsons – i Pronipoti di Hanna e Barbera per intenderci). In un intreccio di candidi tessuti e tubi di gomma, bicchieri e bottiglie, schermi e serbatoi, il cocktail è servito!

di Serena Mariani