Ruzzle: è esplosa la mania!

Virale è l’aggettivo giusto per definirlo. Sì, perché Ruzzle, gioco di parole che altro non è se l’intramontabile Paroliere, più o meno reinventato dalla casa di produzione indipendente svedere MAG Interactive, sta veramente spopolando alla velocità della luce!

Nato in sordina circa 9 mesi fa, è diventato viralmente famoso nello scorso mese, per diventare il gioco più scaricato su smartphone di questo gennaio 2013 (si dice che ad oggi siamo circa 10 milioni di giocatori in un totale di 128 paesi!). Gli ingredienti per il successo sono pochi ma ben congegnati. Lo scopo del gioco è semplicissimo: in due minuti devi trovare il maggior numero di parole nella griglia di lettere e sconfiggere il tuo avversario. Vince chi ottiene il punteggio massimo sommando le tre manches di gioco.

Aggiungi a quel punto la modalità multiplayer asincrono: non è necessario che l’avversario sia on line in quel preciso istante per giocare! Ma ancora non basta. L’ingrediente che ha permesso un successo così esagerato di Ruzzle è senza ombra di dubbio la sua fortissima integrazione con i social network; in prima battuta perché puoi scegliere di sfidare amici di Facebook e Twitter, ma anche perché i tuoi progressi e soprattutto le tue vittorie possono essere condivise automaticamente online.

Devo ammettere che la Ruzzle-mania ha contagiato anche me. La velocità di pensiero, necessaria per trovare quanti più vocaboli, rende Ruzzle un vero e proprio scaccia pensieri e il poterlo giocare indipendentemente dallo stato on o offline dell’avversario è perfetto per chi ha poco tempo a disposizione (in fondo, bastano solo due minuti!).
La mania è dilagata al punto da far nascere anche applicazioni per barare (come Ruzzle Cheater, che blocca il tempo e ti mostra tutte le parole dello schema). Ma credo proprio che imbrogliare a questo gioco sia un po’ volerne ammazzare il divertimento…

Se ancora non hai Ruzzle sul tuo smartphone non perdere altro tempo: qui sul sito ufficiale puoi downloadare la tua versione per iOS o per Android.

di Serena Mariani