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venerdì, 25 luglio 13:17
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Sotto il casco con Sara Canducci

Una giovanissima sviluppatrice di App per iPhone e iPad e non solo

di Sharon Sala

Presentarvi questa giovanisima ragazza, esperta, preparata, seria, matura nel rapportarsi alla tecnologia, non è facile. Immagino, che come ha lasciato me senza parole, affascinata, con un filo d’ammirazione e con il sogno di avere una figlia così un giorno, incanterà anche voi.

Sara Canducci
Sara Canducci
Ci racconti un po’ quando e come ti sei avvicinata alla tecnologia?
Devo tutto ai miei genitori: mi hanno sempre incoraggiato a coltivare le mie passioni, le quali sono diventate negli anni un vero e proprio lavoro per me. Tutto è cominciato nell’ormai lontano 1997, quando a soli tre anni d’età, misi le mani sul mio primo computer: lo storico Commodore Amiga 1200. Mio padre ha sempre lavorato nel campo della comunicazione, comprendente grafica, cartoni animati, video-ripresa e programmazione. In quel periodo era occupato nella realizzazione di mini serie animate dal titolo “Le mini fiabe della nonna”. Mentre lui disegnava personaggi sullo schermo, io lo facevo su carta, fino a che sono passata pure io a mouse e tastiera.
Nel 2003, a nove anni, ho cominciato a studiare programmazione sotto la vigile guida del mio babbo, che come avrai certamente capito ha sempre rappresentato per me una grande fonte di ispirazione e rispetto.

Come hai iniziato a sviluppare applicazioni e qual è stata la prima?
Tutto è cominciato per caso, anche se so benissimo che di caso non si tratta, poiché sono dell’idea che ognuno di noi abbia un destino. La mia storia è davvero paradossale, da tutti i punti di vista: ora lavoro appunto con la telefonia mobile e... se ti dicessi che ero ferocemente accanita contro tutti i telefoni cellulari? Sono sempre stata una ragazza seria, con una mentalità rivolta al futuro e quindi poco avvezza a sciocchezze. Consideravo il telefonino come un puro strumento di comunicazione vocale in caso di necessità, non lo utilizzavo di certo per “messaggiare” con i miei amici. Per questa ragione andavo in giro con una specie di “mattone”... perché non poteva essere definito differentemente!
Chi l’avrebbe mai detto che sarei diventata una sviluppatrice per iPhone... Il miglior telefono al mondo (ed anche il più costoso per giunta)?

Una passione per la mela morsicata
Una passione per la mela morsicata

La vera domanda però è: come hai fatto ad avvicinarti a questo mondo se eri un utente Windows ed odiavi gli smartphone? Nel 2010 mi trovavo a Milano presso un reseller autorizzato di telecamere broadcast in Full HD. La persona con cui stavamo testando i prodotti (accanito fan Apple), ad un certo punto ha tirato fuori il suo iPhone e noi interessati gli abbiamo chiesto informazioni. Ci ha parlato di App Store e della grande possibilità che avremmo potuto avere entrando nel mondo iOS. Inizialmente non gli abbiamo dato molto peso... ma dopo qualche mese di ragionamenti ecco che abbiamo deciso di comune accordo di tentare anche questa strada. Parlo al plurale perché quando penso a qualcosa ne parlo subito con i miei genitori: sono gli amici più cari e fidati che ho, inoltre discutere con loro di tutto (che hanno più esperienza della vita) è certamente un buon modo per evitare di commettere degli errori.
Fu così che il 23 Dicembre 2010, dopo aver fatto una fatica immane per trovare l’allora nuovo iPhone 4 due giorni prima di Natale, cominciò la nostra avventura! Da allora non ho cambiato del tutto la mia idea sui telefoni cellulari, ma sono arrivata alla giusta conclusione che (come per tutte le cose) non è l’oggetto in sè che va “demonizzato”, ma l’uso che se ne fa. Il classico esempio è quello di un coltello: lo si può utilizzare per cucinare o per uccidere un uomo. La colpa non è dell’oggetto, ma della persona che lo utilizza in un modo scorretto.
La mia prima applicazione su App Store fu un gioco a quiz, che attualmente non è più in vendita poiché sto apportando delle migliorie interne.

Illustrazioni di Sara Canducci
Illustrazioni di Sara Canducci

Ti occupi solo della programmazione o anche della parte di design delle applicazioni?
Devi sapere che nella mia relativamente breve esistenza, avendo attualmente solo diciott’anni, ho coltivato davvero tante passioni. Ne parlavo ad inizio intervista: i miei genitori hanno saputo scovare in me tutti quei talenti che sono alla base del mio lavoro e... non mi riferisco solo alla programmazione, ma alla fotografia, alla grafica, alla ripresa, al disegno ecc. Ti svelo un piccolo segreto: quando ho in testa l’idea per un’app e so già grosso modo come realizzarla a livello tecnico, penso subito al nome e all’interfaccia grafica. La mia vena creativa mi impedisce di riuscire a fare un bel lavoro se il design del layout è scadente o non mi soddisfa in pieno.

Come nasce un’idea per un’applicazione e su quale base scegli di sviluppare un’idea piuttosto che un’altra?
Posso dirti che senza saperlo ho sempre seguito il metodo di Steve Jobs. Adoro ritirarmi in natura e passeggiare in completo silenzio tra gli alberi e gli incredibili paesaggi che il buon Dio ha donato alla mia cara terra: la Romagna. Da buona amante di fotografia scatto di tanto in tanto qualche immagine e nel contempo penso alle mie applicazioni.
Come nascono le idee? Semplice... parto sempre dal concetto che un’app deve avere come scopo quello di migliorare la vita dell’utente nell’uso quotidiano del suo dispositivo Apple, quindi deve essere sostanzialmente utile. In seguito medito sul cosiddetto “fattore marketing” quindi setaccio l’App Store per vedere se esistono altre idee simili alla mia. In caso positivo che faccio? Mollo tutto? No signore! Penso a funzioni per rendere la mia applicazione migliore, prendendo in esame molti fattori, tra cui grafica, semplicità, immediatezza ecc...
Come dico sempre... nel mio mestiere non vince chi sta più tempo al computer, ma chi pensa per bene a cosa fare, in modo tale che quando ci si mette al lavoro si ha già un piano ben preciso di come procedere.

la Romagna, dove Sara vive e lavora
la Romagna, dove Sara vive e lavora

Continuerai a sviluppare solo per Apple o pensi di iniziare a sviluppare anche per Android?
Domanda davvero interessante!
Devi sapere che tutte le applicazioni che trovi attualmente su App Store, le ho già riscritte per essere compatibili con Smartphone e Tablet Android. Attualmente non sono ancora state pubblicate sul Market perché devo trovare solo il giusto modo per regolarizzare le entrate da questo store a livello finanziario.

Vista la grandissima esperienza, cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a sviluppare applicazioni? Da dove deve iniziare per imparare?
Come avrai certamente capito da questa intervista, mi trovo in una situazione un po’ difficile per poter dare dei consigli a terze persone che si avvicinano solo ora al mondo della programmazione. Praticamente io sono cresciuta con il mouse in mano. Ad ogni modo ritengo particolarmente interessanti le lezioni di Paul Hegarty dell’Università di Stanford. Sono dei video corsi davvero ben fatti, che si trovano gratuitamente in alta definizione su iTunes U.

Software House
Software House
Per finire ci consigli 5 tue applicazioni che dovremmo avere?
Beh... mi metti un po’ in imbarazzo :-)
Pensandoci bene direi che questo “elenco misto” potrebbe essere interessante:
iDieta
Password UP
iSpesa
Photo in Love
iAutomobile

Ad ogni modo ci sono diverse applicazioni di cucina, come Idea Pizza o iPiadina... insomma... per farla breve ci sono app per tutti i gusti, quindi vi consiglio di fare una “capatina” nel mio canale App Store.

Con questo desidero ringraziare tutto lo staff del blog per avermi concesso questa interessante intervista :-)