Uber, spostarsi non è mai stato così geek

Avevo già sentito parlare di Uber (ne avevo letto anche qui su Bigodino), ma in verità ero sempre passata oltre. La colpa è dell’overquota di applicazioni nel mio smartphone, e lui, poverino, fa sempre più fatica a reggere il peso della mia geekitudine.

Però, si sa, l’occasione fa l’uomo ladro.
L’occasione è stata il premio IgersItalia (non sapete chi sono? Ve lo spiego in questo post) qui a Roma. E il ladro, anzi, la ladra, io.
Nell’invito al party c’era un buono per 2 corse da €20 con Uber, l’applicazione dell'”autista” privato. Questo mi avrebbe permesso di raggiungere il luogo dell’evento (parecchio lontano dal mio ufficio) senza dovermi avventurare nella “giungla” dei mezzi pubblici romani.
Se devo essere sincera, il mio pensiero è stato “Ok, non ci perdo nulla, proviamo“, ma…

Usabilità, velocità, comodità

…queste le tre “qualità” che ho trovato nel servizio di Uber, subito dopo averlo testato. Ma andiamo per ordine e ritorniamo alla mia serata “social”.
Cosa fa una geek girl quando deve testare una nuova app? Cerca l’account su Twitter! Se c’è, e se, meglio ancora, c’è anche un profilo “local” la usa, altrimenti no.
E per Uber non solo ho trovato il profilo super local (@Uber_Roma), ma anche un hashtag dedicato (#UberRoma).
Questo, oltre al veloce e chiaro scambio di tweet per rispondere a una mia richiesta di info, ha definitivamente fugato la mia ritrosia iniziale.
Dopo aver creato il mio account e collegata la mia carta di credito (sì, il pagamento è solo questo, ma a me sembra molto comodo, non mi piace girare col contante) mi è bastato inserire il codice promozionale. L’applicazione ha riconosciuto la mia posizione e mi ha segnalato
gli “autisti” più vicini a me
il tempo di arrivo dell’autista
il preventivo della corsa (inserendo l’indirizzo d’arrivo).

Pensavo ad un calesse, e invece era una Mercedes!

Insomma, fino a lì tutto bene. Un po’ infreddolita, ho prenotato la mia corsa e l’applicazione mi ha avvertita che un certo Mario (con foto profilo del signor Mario e codice annessi) sarebbe arrivato a prendermi nel giro di 6 minuti. Altra cosa utile: l’applicazione non solo permette di comunicare con l’autista (servizio di messaggistica e chiamata) ma anche di vedere lo spostamento della “macchinina” su una mappa e il tempo aggiornato di arrivo. Ecco quindi che seguendo lo spostamento del signor Mario ho visto fermarsi proprio di fronte a me una super Mercedes Serie E, lucida lucida e con gli interni tutti nuovi e profumati di pelle. Avete presente quell’odore lì, vero?
Un po’ shockata entro nel super bolide, con il quale raggiungerò insieme a un simpaticissimo signor Mario (romanaccio vero) la festa.
Durante il tragitto abbiamo parlato del servizio, di come a Milano le cose per loro non siano molto facili ma che a Roma i tassisti non ce l’hanno con loro, dei quartieri di Roma e di questo nuovo Sindaco. Insomma, una corsa piacevole.

Epilogo

La fine della storiella è che io sono giunta a destinazione, con soli 3 euro in più rispetto al bonus dei 20(la fattura è in real time anche quella). Ho subito condiviso il mio codice, che spero abbia usato qualcuno, del valore di €10 per una nuova corsa e ho scelto Uber anche per il ritorno a casa. Ve lo confesso, sono entusiasta di questo servizio, che sicuramente userò spesso, magari per le lunghe tratte, invece che il taxi o l’auto.
Se lo avete provato anche voi, datemi le vostre impressioni nei commenti!
A presto, ci rileggiamo per il post di Capodanno!

Futurap

di @futurap