Un giorno solo, tutta la vita di Alyson Richman

Foto di Anobii
Foto di Anobii

“Io la conosco”
“Lenka, sono io” disse lui, “Josef, tuo marito”

Inizia così questa storia d’amore, Josef e Lenka si ricontrano dopo sessant’anni al matrimonio dei loro nipoti. Un amore nato nel periodo della seconda guerra mondiale, poi il destino, gli eventi e le loro scelte li hanno portati a separarsi, darsi entrambi per morti e alla fine ritrovarsi.
Questo libro parla non solo dell’amore tra due persone, dell’amore o del ricordo di esso, che dura nel tempo anche se si è distanti, ma della forza che lega genitori e figli, dell’amore tra sorelle.
Parla anche di speranze in un momento storico difficile come la seconda guerra mondiale, la voglia di costruire una famiglia anche se tutto intorno sta andando a rotoli. Proprio questo fanno Lenka e Josef che, alla vigilia dell’occupazione di Praga, decidono di sposarsi e partire, solo che alla fine Lenka non partirà con Josef e la sua famiglia, ma deciderà di restare.
Cosa succede a questo punto ai nostri protagonisti?
Questo ve lo lascio scoprire da voi, anzi vi lascio alle parole di Lenka e Josef.
Ogni capitolo è scandito dalle loro voci che si raccontano, ricordano la loro vita dal giorno del matrimonio al giorno in cui si rincontrano.

Foto di claudmey
Foto di claudmey

Certe volte il destino è così beffardo davanti ad un amore che sembra unico?
Pagina dopo pagina ti chiedi, come hanno fatto a perdersi? Come non sono riusciti a ritrovarsi?
Ok, sono un inguaribile romantica che spera sempre che certi amori possano avere la meglio sulla vita e il destino che li vuole separare, ma dopo 60 anni, mi sembra quasi ingiusto.
Devo ammettere che se il finale non è quello che speravo e sognavo, questo libro, dal sapore dolce e amaro, sa lasciare una traccia nel cuore e forse la voglia di lottare per qualcosa che reputiamo importante, per non lasciare che il destino si beffi di noi 🙂

Spero che abbiate apprezzato la recensione di un libro che discosta dai temi social, geek e marketing, ma ogni tanto ci vuole.

di Sharon Sala