Alice Avallone: dall'Australia con amore

Ho avuto il piacere di leggere in anteprima I dolori della giovane koala keeper, l’ebook di Alice Avallone che uscirà il 6 giugno. Letto l’ebook, volevo saperne di più su Alice, aka Nastenka, aka Nuok, aka Wonderlust (sono tutti progetti suoi), e lei è stata così gentile da farsi intervistare.

Alice Avallone
Alice Avallone


Raccontami un po’ della tua vita: chi era Alice prima di volare a New York, inventare Nuok, fondare Wowanderlust, scrivere un libro, creare un’app, eccetera eccetera?

Alle elementari mi inventavo tante cose per intrattenere la mia classe. Ritagliavo le scritte e le foto più belle dai giornali di casa e incollavo il tutto su un foglio. Fotocopiavo questo grande collage fronte e retro e lo distribuivo ai miei compagni. Ho inventato anche una lotteria di Natale collegata: il premio finale era un braccialetto che la mamma di uno di noi aveva trovato nel fustino del detersivo. Non solo, la moneta di scambio erano le punte di matita colorate! I presupposti per diventare quello che sono oggi c’erano tutti, ma prima di “tornare bambina” e giocare con il mio lavoro, ho faticato a ritrovarmi, preso corsi di studi sbagliati per me e fatto scelte azzardate. È successo poi che ho lasciato tutto e ho insistito per iscrivermi all’Istituto Europeo di Design di Torino, dove ho portato a termine la mia triennale in pubblicità, per poi andare a lavorare subito a Milano. Da quando ho seguito il mio istinto e ho seguito il flusso, non ho più sbagliato.

Chi è Alice oggi?

Una ragazza molto fortunata. Posso lavorare viaggiando e viaggiare lavorando. Oggi sono una digital strategist: in soldoni, creo strategie di comunicazione per il web. L’obiettivo è coinvolgere le persone attorno a un bene, un servizio o un evento. In realtà, sono la stessa di quando avevo sei anni!


Il 6 giugno uscirà il tuo ebook sulla tua esperienza in Australia come koala keeper, che effetto fa?

Non mi sembra quasi vero. Quando l’ho riletto prima della chiusura e impaginazione, mi sono chiesta: ma davvero ho vissuto tutto questo? Questa esperienza mi ha radicalmente cambiata, non tanto perché mi trovavo in Australia, ma perché mi ha messa a contatto con la natura e dunque me stessa. Ho superato tanti limiti, blocchi e paure che avevo. Ho imboccato dei gufi ciechi con gli scarafaggi, a mani nude. Ho tagliuzzato pulcini e passerini per darli in pasto ai rapaci lanciandoli in aria. Ho preso in braccio serpenti lunghi tre metri. Non c’è nulla di eroico in questo, in realtà. Siamo noi che abbiamo perso completamente il contatto con la realtà e il mondo animale. Ci dimentichiamo sempre che facciamo parte di un grande cerchio.

Canguri
Canguri

Com’è stato il rientro a Milano dopo quattro mesi passati nel Queensland, immersa nella natura tra canguri e kookaburra?

Il passaggio è stato meno traumatico di quanto pensassi. Certo, passare dal raccogliere cacche di koala dal cuore di una foresta pluviale a fare aperitivo sui Navigli non è una passeggiata. Ho preso la decisione di tornare in provincia, nella mia bella Asti, così da trovare un giusto equilibrio e ritrovare un ambiente comunque vivibile. Certo, qui non ci sono wombat e canguri da accudire, ma i miei due bassotti per il momento bastano e avanzano! In queste settimane sto facendo tesoro delle mie esperienze passate con Nuok e sto cercando di gettare le basi per Toju, una guida sulla città di Asti e il suo territorio.

Tutto quello che fai è un successo. Qual è il tuo segreto?

Penso che le persone riconoscano la sincerità dei miei progetti. C’è tutta me stessa dentro. Non sopporto le regole di marketing da manuale, le parole chiave e tutto quello che è studiato a tavolino. Nel mio lavoro così come nelle mie iniziative personali, metto in primo piano le emozioni vere e i contenuti originali. Tutto è spontaneo, e questa trasparenza penso sia il miglior ingrediente per il successo. Un altro segreto è non essere mai gelosi della propria conoscenza o dei propri contatti. Non c’è nessun orticello da difendere: adoro creare sinergie, promuovere talenti e raccontare senza riserve cosa so e cosa ho imparato.

Queensland
Queensland

Adesso raccontaci una – almeno una! – défaillance, o dovrò sottoporti un captcha per verificare se sei umana! 😉

Ho una fortissima allergia per gli uffici e le costrizioni. Tutte le volte che ho provato ad avvicinarmi ad un’agenzia o una realtà strutturata, con orari e una mia scrivania, mi sono dovuta allontanare. Per lavorare al meglio, devo sentirmi libera e completamente indipendente. Questo mio modo di essere mi porta inevitabilmente all’instabilità. A volte è bello e romantico, altre volte, soprattutto quando sei giù di morale, ti fa sentire il terreno che crolla sotto i piedi. Ma in fondo, è una scelta consapevole: l’importante è conoscersi e conoscere – e se possibile assecondare – la propria attitudine.

Da Asti a New York a Brisbane: prossima fermata?

Portogallo, parto tra poche settimane e sarà la mia prima volta: non vedo l’ora di conoscere la Lisbona di Pessoa! E poi in autunno spero di tornare in Australia, questa volta per esplorare la parte sud del continente, iniziando proprio da Adelaide.

Grazie Alice, allora aspetto il prossimo ebook!

di Marzia Keller