Borse fotografiche: come scegliere la più adatta per un viaggio

Partiamo da un presupposto: la borsa fotografica perfetta non esiste, o meglio non esiste la borsa perfetta per ogni occasione. Qualsiasi borsa ci decidiamo a comprare, non sarà che la prima di una serie più o meno nutrita che collezioneremo nel corso del tempo.
Ciò detto, vediamo come scegliere la borsa fotografica più adatta in vista di un viaggio, parole d’ordine: sicurezza e comodità.

Borse fotografiche: proposte Case Logic
Borse fotografiche: proposte Case Logic

Borsa pronto

È piccola, compatta, si indossa a tracolla e dà un veloce accesso alla macchina fotografica. Contiene solo il corpo macchina con un’ottica montata (un obiettivo fisso o uno zoom tutto-fare, certamente non un tele).

Va bene per tutti i casi in cui non volete l’ingombro di una borsa più grande, non volete portare il peso di tutta l’attrezzatura e preferite stare comodi. Può essere adatta, ad esempio, per un weekend in una capitale, in cui volete avere la reflex a portata di mano velocemente per la vostra fotografia di strada e allo stesso tempo camminare comodi e leggeri senza un peso eccessivo e senza troppo ingombro.

Non va bene, invece, se desiderate avere con voi più di un’ottica, se avete bisogno di un tele-obiettivo o di altri accessori come il cavalletto. La borsa pronto, inoltre, garantisce poca protezione in caso di condizioni difficili o “a rischio umidità e acqua” come una gita in barca o mal tempo, in presenza di sabbia e polveri, ecc…

Marsupio

Ce l’ho, ma personalmente non lo uso mai. Lo trovo scomodo e, per me che cammino spesso su sentieri di montagna o accidentati, anche poco sicuro: se cadi in avanti non ci sono speranze di salvare la tua reflex.

Va bene se vuoi avere le mani libere e vuoi minimizzare l’ingombro, in generale è equivalente alla borsa pronto ed è adatto nelle stesse situazioni.

Non va bene, come la borsa pronto, se devi avere con te più ottiche, carica-batteria e altri accessori. Non garantisce un’elevata protezione.

Borsa a tracolla

È la scelta più classica ma anche la meno comoda. È una borsa capiente, è piena di tasche per tutti gli accessori, dà facile accesso alla macchina fotografica e permette di cambiare le ottiche in velocità.

Va bene se avete necessità di cambiare frequentemente le ottiche senza dover ogni volta sfilare lo zaino e trovare una base d’appoggio, e se non dovete camminare molto. Può essere adatta, ad esempio, per fotografare eventi, parate o spettacoli o per visite a musei e monumenti.
Non va bene se dovete camminare molto o se dovete affrontare percorsi accidentati come sentieri di montagna. La borsa a tracolla, infatti, non vi permette di distribuire il peso e, in caso di terreni difficili, può facilmente cadere di spalla.

Zaino

Ecco la mia opzione preferita: ne ho 2, uno piccolo per gite di una giornata in cui mi occorre una sola ottica e uno grande per quando ho bisogno di avere con me tutta la mia attrezzatura.

Va bene per situazioni in cui si prevede di camminare molto, anche su terreni scomodi. La cinghia anteriore, se allacciata, permette di scaricare meglio il peso. Gli zaini migliori hanno un copri-zaino impermeabile estraibile, essenziale in caso di pioggia ma che può essere un’ottima protezione anche contro sabbia e polvere. È perfetto per viaggi in montagna e nella natura, escursioni nel deserto e attività all’aperto.

Non va bene se avete bisogno di accedere velocemente all’attrezzatura o se dovete cambiare le ottiche frequentemente, operazione che vi richiede di sfilare lo zaino e trovare un appoggio ogni volta. In situazioni a rischio furto, come metropolitane o zone affollate, è meglio portare lo zaino davanti… più scomodo ma più sicuro.

Borse fotografiche: proposte Samsonite
Borse fotografiche: proposte Samsonite

Per alcuni consigli sulla fotografia di viaggio, leggete qui. Prossimamente, invece, vedremo quali caratteristiche valutare nell’acquisto di una borsa fotografica, che sia uno zaino, una tracolla o un marsupio, e alcune marche tra cui scegliere.
Nel frattempo avete consigli in proposito?

di Marzia Keller