Cascate dell’Iguazù: una delle 7 meraviglie naturali del mondo tra Argentina e Brasile

Articolo scritto da Sofia del blog thetrolleyfuxia

Le Cascate dell’Iguazù sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità nonché una delle 7 meraviglie naturali del mondo, non senza motivo: 275 cascate, più di 80 metri di altezza e 2,7 km di larghezza, e 1 vista mozzafiato.

Sul Rio Iguazù, che nasce nella città brasiliana di Curitiba, le cataratte fanno da spartiacque tra la nordica provincia argentina di Misiones e il sudaco stato brasiliano di Paranà. È curioso il fatto che nonostante il Rio Iguazù passi per la maggior parte del suo corso per il Brasile, l’80% delle cascate si trovano nel lato argentino. E, nonostante ciò, quel piccolo 20% di parte brasiliana offre degli scorci così belli che basta per farti essere in dubbio se preferire las Cataratas del Iguazù o las Cataratas do Iguaçu.

Avrete già capito che, essendo due le “facce” da scoprire, ci vogliono almeno due giorni per esplorare le cascate (dico ALMENO! La parte argentina solamente richiederebbe 2 giorni per quanto è vasta, ma si possono concentrare le cose più impotartanti in un giorno, se non si ha altro tempo). Se, come me, siete venuti da Buenos Aires in un viaggio di più di 20 ore di pullman, consiglio di rimanerci almeno 3-4 giorni. Mi viene da sorridere se penso che in quel pullman, partito dall’Università di Belgrano di Buenos Aires alle 7 del mattino con una quarantina di studenti sconosciuti ed elettrizzati, in soli 4 giorni si è creato il gruppo di migliori amici del semestre più bello della mia vita. Sarà stata la magia delle Cascate di Iguazù…

Il lato Brasileiro

Questa parte non è grandissima (relativamente parlando), ma a mio parere offre la vista più panoramica e spettacolare di tutto il circuito, anche se la scelta è ardua.

Cascate dell’Iguazù, lato brasileiro
Cascate dell’Iguazù, lato brasileiro
Cascate dell’Iguazù
Cascate dell’Iguazù
Cascate dell’Iguazù
Cascate dell’Iguazù

Una passeggiata nella natura, con i tremendi coatìes che se non state attenti mangeranno il vostro cibo e/o vi mordicchieranno le dita, con le coloratissime ed enormi farfalle che senza fatica si poseranno sul vostro dito. Con arcobaleni uno più bello dell’altro che faranno da sfondo.

Il lato Argentino

La Garganta del Diablo
La Garganta del Diablo
In gommone avvicinandoci alle  cascate
In gommone avvicinandoci alle cascate
Cascate dell’Iguazù
Cascate dell’Iguazù

Chi è così fortunato da andarci durante la luna piena, non può perdere la passeggiata in notturna sulla gola la Garganta del Diablo! Il tour si chiama El Paseo de Luna Llena e dura due o tre ore. Per maggiori informazioni cliccate qui. Io purtroppo non sono stata così fortunata da poterlo fare, ma spero vivamente che qualcuno di voi, organizzando il prossimo viaggio in questo luogo meraviglioso, non si faccia scappare quest’esperienza!

Consigli di viaggio

Passaporto

Ricordatevi che dovrete passare per due paesi, quindi armatevi di passaporto, e soprattutto di molta pazienza alla frontiera: l’attesa si può fare molto lunga…

Come arrivare?

Consiglio vivamente di prenotare un volo dalle grandi città del Sud America (Buenos Aires, Sao Paulo, ecc) per Puerto Iguazù o Foz de Iguaçu. Se invece si ha tempo, non si temono le lunghe distanze e/o si vuole risparmiare, l’area è servita da una comoda rete di pullman.

Pernottamento

Se volete un hotel con vista, l’unica alternativa è lo Sheraton, resort costruito qualche anno fa con vista direttamente alla Garganta del Diablo. Altrimenti, potrete dormire a Puerto Iguazù, città argentina ubicata nella tripla frontiera Argentina-Brasile-Paraguay, o a Foz do Iguacù, in Brasile. Io sono stata a Puerto Iguazù e, nonostante la cittadina sia piccola e piuttosto turistica, è stata un’esperienza molto carina e la città è abbastanza attrezzata per i turisti. Sia da Puerto che da Foz partono quotidianamente pullman che in mezz’ora arrivano alle cascate… Se non lo avete già fatto, informatevi alle numerose agenzie turistiche in loco per organizzare la vostra gita.

Sofia
Sofia

Buon viaggio!

di Redazione