Diario di viaggio dall'India

Ore 22,30 finalmente arriviamo a Mumbai. Dopo un viaggio di quasi 24 ore cominciato la notte prima a casa del mio amico, riesco finalmente a mettere piede su terra indiana.
Un profumo di incenso ci accompagna lungo il corridoio che ci porterà fuori dall’aeroporto.
Il primo impatto è indescrivibile.
Stimoli di ogni tipo arrivano da ogni dove: suoni, colori, odori che si mescolano tra loro.
Il caos è incredibile, il nostro taxi deve ancora arrivare e mentre lo attendiamo non riesco a non rimanere ipnotizzata da quello che ho davanti agli occhi.
Per quanto ti puoi preparare leggendo e leggendo articoli, nulla poi è come te lo aspettavi o te lo eri immaginato.
L’impatto è forte, a tratti sconvolgente e devo essere sincera non sempre piacevole.

Il nostro taxi finalmente arriva, montiamo in macchina e scopro che guidano a sinistra come in Inghilterra.
Questa cosa, già di per sè, per noi che siamo abituati a guidare dall’altro lato crea qualche scompenso; se poi ci mettiamo che guidano un po’ come pazzi l’infarto è assicurato ogni due per tre.
Dimenticatevi ogni regola del codice stradale che conoscete, perchè qui non esiste. Sorpassi allucinanti, le corsie neanche sono segnalate e lungo la strada potete incontrare davvero di tutto.
L’altra peculiarità è che tutti suonano il clacson, è un delirio!
Ma è proprio una caratteristica di qui, difatti spesso sui camion trovate la scritta “Horn ok Please”.

Attraversiamo una zona di periferia dove la povertà è evidente. Bambini piccoli che camminano a piedi nudi vicino cumuli di spazzatura o in mezzo a polvere e calcinacci di costruzioni; odori fortissimi di cibo e qualche altra cosa non ben identificata; piccoli templi coloratissimi sorti in mezzo a baracche di ogni genere.
L’India non è un paese che splende per la sua pulizia, lo sappiamo bene, quindi fatevene una ragione e andateci solo se avete grande spirito di adattamento.

Ricordatevi inoltre che in tutti i luoghi chiusi, sia dentro le case che nei templi, che in moltissimi negozi si entra scalzi, quindi preparatevi a lasciare le vostre scarpe fuori prima di entrare 🙂

Arriviamo finalmente al nostro alberghetto l’Om Residency, corrisponde forse ai nostri alberghi di categoria una stella. Non è certo meraviglioso, nè luccica di pulito ma è accettabile; in fondo abbiamo pagato una doppia 24 euro, quindi cosa aspettarsi di più.
Le lenzuola sono macchiate ma pare sia cosa “normale” qui; io comunque ho il mio lenzuolo e sacco a pelo quindi non mi faccio problemi.
Apro la porta del bagno che è ciò che mi interessa di più. In India si usa lavarsi riempiendo un grande secchio di acqua e poi con uno più piccolo ci si bagna e sciacqua.
Qusta cosa mi fa un po’ storcere il naso, sono sincera; ma alzando gli occhi vedo il classico doccino: è fatta! Mi posso fare una doccia 😀
L’acqua è tiepida ma con il caldo che fa è anche piacevole. Se volete andare sul sicuro scegliete alberghi le cui stanze costino almeno 40/50 euro dove molto probabilmente il livello di pulizia è più alto.
Siamo sfiniti, andiamo a letto anche perchè ci aspetta una giornata con almeno 4 ore di viaggio da Mumbai a Pune.
Nonostante tutto questo amo già questo paese, in tutta la sua assurdità e diversità.
I profumi incredibili, il cibo indiano quello vero che non ha nulla a che vedere con quello dei ristoranti in Italia; tutte queste donne vestite con coloratissimi sari.

Ci svegliamo, valigie chiuse andiamo alla ricerca di qualcosa per colazione.
Troviamo succo di mango e dolcetti di vario genere. La vita costa davvero poco, cibo e bevande per 6 ci costa in tutto 7 euro.
Arriva l’altro taxi, ci porterà in ashram, un po’ fuori Pune.
Tutto è immerso in una dimensione completamente diversa, siamo nel mezzo della foresta dove vivono scimmie, pantere, cinghiali selvatici ma anche pavoni!
Qui regna la pace e si respira calma e relax in ogni ancolo di questo pezzo di valle.
Ma questa è un’altra storia che merita un racconto a parte.

di nhaima