Prima volta a Las Vegas… e anche l'ultima!

Lasciatemi per 3 giorni in cima ad una montagna con una tenda, una torcia e un paio di bottiglie d’acqua e sopravvivrò; non lasciatemi, vi prego, più di 48 ore a Las Vegas perchè potrei non farcela.

Las Vegas ©marziakeller
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L’unica cosa che mi incuriosiva di Las Vegas, prima di andarci, era la vista delle sue luci arrivando dal deserto. Peccato che noi abbiamo fatto male i nostri conti e, invece di arrivare dopo il tramonto, siamo arrivati alle 3 del pomeriggio, col sole a picco che ci avrebbe impedito di vedere anche un vulcano in eruzione.

Per il resto, non avevo nessuna aspettativa di divertimento: non mi piacciono i casinò, sono insofferente agli ambienti chiusi senza finestre, le luci artificiali mi danno il mal di testa e l’aria condizionata mi fa venire la tosse. Ecco perchè per me andare a Las Vegas è stato piacevole come fare una passeggiata all’inferno. E allora, perchè ci sono andata? Ero lì, in viaggio negli Stati Uniti occidentali (qui tutto il mio itinerario), avevo fatto tappa allo Yosemite Park e nella Death Valley, mi aspettavano Bryce Canyon e Monument Valley… non potevo non mettere piede a Las Vegas, se non altro per la soddisfazione di veder confermati i miei pregiudizi. Ebbene: pregiudizi confermati, Las Vegas non mi è piaciuta per-nien-te!

Las Vegas ©marziakeller
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Non che Vegas non ci abbia provato, ad ammaliarmi: al check-in al Bally Hotel abbiamo saputo che, causa over-booking, ci beccavamo la suite da 70 mq. Mica male: salotto, salottino, angolo bar, vasca da bagno olimpionica… e vista sulla Tour Eiffel: non è alta come l’originale ma per altro è identica, così come la Statua della Libertà, Piazza San Marco, il Colosseo, la Sfinge e il Taj Ma Al. A Las Vegas puoi farti il giro del mondo in un pomeriggio, e se hai un po’ di talento con la macchina fotografica puoi davvero far credere di aver viaggiato nei 5 continenti.

Las Vegas ©marziakeller
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The Strip: Casinò e Shopping

Tutto ciò che accade a Vegas, resta a Vegas” e tutto ciò che accade a Vegas, accade lungo lo Strip, nome con cui è conosciuta l’arteria principare della città, Las Vegas Boulevard. È lungo questa strada che si trovano i più famosi hotel-casinò della capitale del Nevada, dal Bellagio al Caesars Palace dal Flamingo al Venetian, dal Mirage al Paris fino al New York-New York, al Mandala Bay e al Luxor. Gli hotel di Las Vegas sono complessi enormi che, oltre ad avere i casinò al piano seminterrato, spesso includono grandi centri commerciali, come quello del Caesars Palace, capolavoro d’arte imperial-trash.
Camminando lungo lo Strip si ammira l’architettura kitsch di questa città incredibile (disambiguazione: incredibile nel senso letterale di impossibile da credere, ma veramente 2 milioni di persone vivono sotto una finta Tour Eiffel e mandano i loro figli a scuola nell’edificio accanto al locale di strip poker?!?).
Las Vegas ha più di 300 giorni di sole all’anno e per le sue strade si soffre il caldo del deserto, quello che ti prende alla gola, ti toglie il fiato e ti gonfia le caviglie. È proprio il caldo torrido che ti spinge giù, nei meandri artificialmente illuminati di Las Vegas, la città sotto la città: i casinò, labirinticamente collegati l’uno all’altro, diabolicamente celati alla luce del sole. Là sotto l’aria condizionata mantiene una temperatura costante di 18°C, le luci restano accese h 24 e il risultato è che tu perdi la cognizione del tempo, che resta scandito solo dalle sfigate puntate che fai sul panno verde. Io ho perso 10 dollari alla slot machine e questo è stato il massimo della follia che ho fatto a Vegas.

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Cosa fare e cosa non fare a Las Vegas

A Las Vegas si può fare praticamente tutto: puoi fumare quasi ovunque, puoi bere la birra per strada (cosa assolutamente vietata nel resto degli Stati Uniti), puoi farti sposare dal sosia di Elvis, puoi ammirare le ciapet delle signorine che ballano sui tavoli e restare anche tu, tuo malgrado, metaforicamente in mutande, rovinato da una serie di puntate sbagliate alla roulette, puoi stare ai tavoli da gioco tutto il giorno e tutta la notte e poi andare a rinfrescarti le idee in piscine oceaniche incastonate in mezzo al cemento, puoi cenare a Luxor e bere l’ammazzacaffè a Venezia. Non c’è problema, sei a Las Vegas.
Nonostante questo, a me Las Vegas non è proprio piaciuta. Sarà pure la capitale del divertimento, a me sembra solo il regno dello spreco tra luci, aria condizionata, fontane faraoniche e immense piscine. Certo, non puoi non fermarti se sei in viaggio nella zona, ma per quanto mi riguarda non merita più di una notte e una giornata.

Las Vegas ©marziakeller
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La tappa successiva del mio viaggio in West USA, quella sì che mi è piaciuta: Bryce Canyon e Monument Valley.

di Marzia Keller