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È in viaggio da sola, zaino in spalla, da quasi due anni.
Lavora al tempo stesso come SEO Specialist Freelance; le basta un computer e una connessione ad Internet.
Ha girato già gran parte del mondo, conosciuto tantissime persone e vissuto nel profondo culture diverse dalla nostra.
Si chiama Giulia Raciti e nel 2011 ha deciso di aprire il blog Viaggiare Low Cost per condividere le sue esperienze con chi avesse voglia, come lei, di intraprendere un’avventura del genere.
E noi di Bigodino non potevamo non intervistarla :)

Foto di Giulia Raciti
Foto di Giulia Raciti

Il tuo primo viaggio da sola è stato nel 2004 in Marocco. Come è nato questo desiderio? E come hai organizzato quel tuo primo viaggio?

Ci sono persone con una certa predisposizione a fare qualcosa e altre a farne qualcun altra. Io ho sempre avuto una fervida immaginazione e la tendenza a muovermi in continuazione.
 Non c’è un vero e proprio “come”, credo sia tutto dipeso da una certa predisposizione e da una splendida famiglia che mi ha sempre supportata e che ha saputo vedere il positivo nel vedermi andare lontano da casa.
I miei genitori non sono grandi viaggiatori,nonostante ciò hanno sempre favorito questo tipo di scelte. Hanno spinto me e le mie sorelle a partire sin da quando eravamo ragazzine. Il primo viaggio da sola l’ho fatto a 14 anni (1994), se per da sola intendiamo partita senza amici ma con un gruppo di sconosciuti, quasi forzata da mia mamma che pretendeva che oltre il latino imparassi l’inglese. Dai 14 anni ai 18 sono partita tutte le estate per almeno un mese e l’ho fatto sempre sola.

 Il Marocco è arrivato nel 2004. La scelta è stata una pura casualità. Avevo voglia di partire, pochi soldi e tanto tempo. 
Trovai un volo economico e partii per prendere parte a un campo di lavoro vicino Rabat. 
Ho lavorato come volontaria 3 settimane con ragazzi locali e ho viaggiato per il resto del tempo. Mi innamorai talmente tanto del Paese, della sua gente e del suo cibo, che dopo 4 mesi ero di nuovo lì. 

Di organizzato non avevo granchè se non il campo di lavoro. Non sapevo cosa mi aspettava e ho fatto tutto sul momento su consiglio dei locali che ormai erano diventati amici e pratiche guide parlanti.

Foto di Giulia Raciti
Foto di Giulia Raciti

Stai vivendo la tua vita viaggiando in giro per il mondo e lavorando al tempo stesso. Come riesci a coniugare gli impegni lavorativi con l’esplorazione dei paesi che visiti? Riesci sempre a dedicare il tempo che vorresti ad ogni cosa?

Il fatto che questo viaggio stia prendendo più di due anni in parte è dovuto a questo. Dovendo conciliare le due cose mi fermo per lunghi periodi in un posto e non mi muovo ogni 2 giorni. A volte non partecipo a tours e passo buona parte della mia giornata di fronte al computer, ma nel farlo so che sono esattamente dove vorrei essere. Adesso in camera in ostello (a Paracas in Perù) ho letteralmente armato un piccolo ufficio a poca distanza dal mare. Sono diventata di famiglia.

Sul tuo blog ho letto che prima di intraprendere questa avventura hai messo da parte un discreto ammontare di soldi. Vista la tua esperienza quanto consiglieresti, al giorno d’oggi, di mettere da parte ad una persona che volesse fare la stessa cosa?
Dipende dove si vuole andare. Ci sono parti del mondo dove il costo della vita è basso, Asia e Centro America, dove non è così bassa come si possa immaginare, Caraibi, alcuni Paesi del Sud America, e altri dove è estremamente cara, come l’Australia o la stessa Europa. 
Se in Asia e Centro America si può vivere dignitosamente con $500/600 al mese, in Argentina servono circa $1000, non fosse che i mezzi di trasporto tra le varie destinazioni principali sono cari e le distanze enormi. In Australia, se non si lavora, servono almeno $1200/1300 se non di più. Per fare degli esempi, se una camera privata in Cambogia ti costa $3/5, un letto in dormitorio affollato a Sydney te ne costa $30. 
Se un viaggio in bus da Bangkok a Chiang Mai (10 ore) costa $10, Melborune-Sydeny ne costa $65. Se cevice fresco con risotto ai frutti di mare in Perù costa $6, una pizza, senza bibita, ad Adelaide (Australia) costa $25. 

È quindi ovvio che il budget è sempre stato un fattore decisivo nella scelta dei paesi in cui viaggiare.
Un sito utile per farsi un’idea approssimativa sulle spese mensili che si affronteranno è budgetyourtrip.

Di fatto i modi per viaggiare spendendo il meno possibile ci sono, prendi il couchsurfing, le condivisioni di macchine, campi lavoro, lavorare in cambio di ospitalità e vitto e molto altro ancora. Bisogna solo sapersi adeguare e soprattutto avere un pò di spirito di iniziativa e di avventura.

Foto di Giulia Raciti
Foto di Giulia Raciti

Da dove consiglieresti di cominciare per pianificare un viaggio a lungo termine? Ricerche, voli, paesi, periodi dell’anno etc.

Per me il fattore numero uno nella scelta delle destinazioni è stato sempre il budget a disposizione. 
Se avessi $3000 opterei più per l’Asia o il Centro America che l’Australia o gli Stati Uniti. Le spese sono decisamente inferiori e si possono distribuire su più mesi, ovvero migliore qualità della vita e più tempo a disposizione in viaggio.

Un altro fattore che considero è la grandezza del Paese o Continente e la sua conformazione. 
Se si hanno solo 4 mesi è meglio viaggiare in Centro America, nel Sud Est Asiatico (e non tutto) o scegliere solo 2/3 Paesi del Sud America. 
Inoltre ci sono alcune zone che per conformazione facilitano gli spostamenti e sono più facili da viaggiare. 
Il Centro America per esempio è compatto e si estende in lunghezza, si viaggia dal Messico a Panama o viceversa e le distanze non sono grandi come quelle del Sud America. Più o meno si segue una linea retta e i Paesi sono abbastanza piccoli da permettere di fermarsi per abbastanza tempo. 

Il periodo dell’anno è un altro fattore da considerare. Non si tratta solo di freddo o caldo ma anche di piogge e gelate, monsoni o periodi secchi. 
Ho spesso viaggiato in periodi di bassa stagione senza incontrare particolari problemi. 
In verità ero alle Fiji durante le tempeste cicloniche, sono stata presa alla sprovvista da tempeste tropicali in Messico, non sono andata a Sapa in Vietnam perchè faceva troppo freddo e non ero attrezzata per quelle temperature e sono arrivata a Bangkok durante la scorsa alluvione che ha innondato molti paesi del Sud Est Asiatico. 
Per quanto possa sembrare terribile tutto questo in realtà, a parte qualche giorno al chiuso per troppa pioggia o il caldo afoso di Bangkok di fine ottobre, credo che la bassa stagione sia ideale per viaggiare spendendo di meno. 
Tutto è più economico, si può contrattare meglio, si trova sempre un posto dove dormire e si viaggia piu comodi.
Non rinuncio a andare in un Paese a causa della bassa stagione ma quello che eviterei sono i periodi di picco, troppo caldo o troppo freddo, che possono essere entrambi insopportabili.

Dici sempre che ami viaggiare da sola, con i suoi pro e i suoi contro; che consigli daresti a noi donne per poter fare lo stesso?
Viaggiare da soli spesse volte è più dovuto al fatto che nessuno ci possa accompagnare che perchè lo vogliamo davvero. 
Si fa di una necessità virtù e così si parte soli. 
Basta però varcare il confine o dormire al primo ostello e scoprire che ci sono migliaia di persone che stanno facendo lo stesso. 
Le donne che viaggiano sole sono tantissime, ragazze di 18 anni come donne di 60. 
Si incontra molta gente e spesse volte si è in compagnia, altre volte però si è completamente soli. In questi momenti si impara ad apprezzare il tempo con se stessi e godere di ore passate a guardare le stelle sdraiata su un’amaca e in silenzio. 
Viaggiare soli significa anche potere decidere in complete autonomia cosa fare e quando farlo senza dovere discoterne con qualcuno o trovare sempre soluzioni che facciano felici le due parti. 
I miei amici sono liberi di raggiugnermi quando vogliono, io nel frattempo proseguo per la mia strada in compagnia di centinaia di altri viaggiatori che hanno fatto la stessa scelta.

Molte donne mi scrivono email chiedendomi dei pericoli del viaggiare da sola. I pericoli ci sono a prescindere che si sia donne o uomini, per quanto ho visto in genere la donna proprio perchè più pacata sa tenersi fuori da situazioni pericolose molto meglio di quanto non lo facciano gli uomini. 
In anni di viaggio non ho mai avuto un solo problema, ho sempre incontrato gente pronta ad aiutarmi, c’è stato chi si è preso cura di me quando stavo male e chi mi ha accolta a casa propria pur senza conoscermi, il fatto che sia una donna credo che abbia favorito queste situazioni.

Foto di Giulia Raciti
Foto di Giulia Raciti

Sono ormai quasi due anni che sei in viaggio da sola con zaino in spalla e laptop sempre al seguito. Ti sei stancata? Pensi mai di tornare a casa o di trovare un giorno un “posto fisso” in cui rimanere?

Ci penso tutti i giorni pianificando, nei limiti del possibile, il mio ritorno.
 Viaggiando per così tanto tempo ho avuto modo di conoscere diverse culture e di riconoscerle come estranee alla mia. 
Non si tratta di classificare una cultura come migliore e l’altra come peggiore ma solo riconoscerle in quanto profondamente diverse. Mi piace immergermi totalmente in un altro mondo, impararne la lingua, mangiare locale e prendere i mezzi pubblici. 
Sono affascinata da queste diversità e le apprezzo molto ma il mio posto è in Europa e non potrei immaginarmi in altri Paesi se non per periodi di qualche mese.

Foto di Giulia Raciti
Foto di Giulia Raciti

Tra tutti i Paesi che hai visitato quale è stato quello che più ti è piaciuto o ti ha colpita?

Mi sono piaciuti tutti perchè diversi e completi ognuno a modo proprio. 
Alcuni freddi, altri caldi, alcuni con le spiagge piu belle della terra altri con le montagne più imponenti. Ho visto di tutto e talmente tanto che è impossibile dire qualche mi sia piaciuto di più. 
Ma non è solo questo.
 Quando si viaggia in questo modo e per così tanto tempo il viaggio diventa vita di routine, una routine che non ti annoia mai, è vero, ma i cui colori e toni sono prevalentemente determinati da altri fattori che vanno ben oltre la bellezza del luogo: persone, stati d’animo, condizioni fisiche/stanchezza, condizioni climatiche e metereologiche, cibo.
 Non ci sono quindi Paesi che mi piacciono più di altri ma Paesi che bene si adattano a situazioni particolari.

E infine… qualche consiglio, o pensiero estemporaneo, per le nostre lettrici?
Non rinunciare ai propri sogni, azzardare, credere in quello che si fa e prendersi la responsabilità delle proprie scelte.

Se vuoi viaggiare fallo, da sola o in compagnia, non aspettare il compagno di viaggio che forse non arriverà mai. Meglio fallire piuttosto che non provare per paura. 
Anche se un viaggio del genere, qualsiasi cosa succeda, non sarebbe comunque un fallimento, non può che essere una conquista.

Foto di Giulia Raciti
Foto di Giulia Raciti
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