Hiroshima, simbolo di una tragedia

Una delle gite giornaliere che abbiamo fatto durante il nostro viaggio in Giappone è stata alla città di Hiroshima.
Penso che non si possa andare in Giappone, se si hanno abbastanza giorni ovviamente, senza aver visitato questa città, simbolo di tragedia ma, allo stesso tempo, anche forza umana e desiderio di rinascita.

Hiroshima è la città che fu rasa al suolo il 6 agosto 1945 dalla prima bomba atomica lanciata dall’aviazione statunitense che provocò la distruzione di circa il 98% degli edifici e che fece 70.000 vittime, più ulteriori morti nel periodo successivo a causa delle radiazioni.
Vedendo adesso Hiroshima, con i suoi grattacieli e la sua modernità, non si è in grado di comprendere l’immensità della tragedia che ha subito; ma basta arrivare al Parco della Pace per osservare l’Atomic Bomb Dome o mettere piede dentro il Museo della Pace di Hiroshima che tutto diventa tremendamente più chiaro.

Le “attrazioni”, se così vogliamo chiamarle, di Hiroshima sono praticamente tutte concentrate in un’unica zona, quindi facilmente visitabili nel giro di mezza giornata.
Si comincia dal Parco della Pace, un grandissimo parco visitato ogni giorno da centinaia di giapponesi, studenti soprattutto, al cui interno si trova l’Atomic Bomb Dome, il Museo della Pace di Hiroshima e il monumento dedicato a Sadako Sasaki.

L'Atomic Bomb Dome - Foto di Simona Forti
L'Atomic Bomb Dome – Foto di Simona Forti

Sadako Sasaki è una bambina sopravvissuta all’epoca della bomba atomica ma che si ammalò poi di leucemia, che prima di morire creò a mano moltissimi origami a forma di gru perché un’antica leggenda narra che se si riescono a creare mille gru si può esprimere un desiderio.
Non è tanto il monumento in sé, quanto le decine di migliaia di gru di origami custodite lì vicino a rendere il tutto molto toccante a livello emotivo.

Gli origami a forma di Gru - Foto di Simona Forti
Gli origami a forma di Gru – Foto di Simona Forti

Proprio dietro a questo monumento, sempre all’interno del Parco della Pace dichiarato Patrimonio dell’Unesco, vi è l’Atomic Bomb Dome, ovvero l’unico edificio rimasto in piedi dopo lo scoppio della bomba.
Non ci sono molto parole per descriverlo, né tantomeno per descrivere le emozioni che suscita la sua vista.
Fa venire i brividi.

L'Atomic Bomb Dome - Foto di Simona Forti
L'Atomic Bomb Dome – Foto di Simona Forti

L’Atomic Bomb Dome, anch’esso patrimonio dell’Unesco, era il centro della Camera di produzione industriale di Hiroshima e quello che ne rimane sono in parte la cupola e alcuni lati, non interi, di tutta la struttura.
L’Atomic Bomb Dome è praticamente il monumento più conosciuto di Hiroshima ed è il simbolo della distruzione della città, ma anche della forza con cui i giapponesi hanno saputo ricostruire letteralmente dalle sue macerie un’intera città.
Accanto al monumento, quasi sicuramente, incontrerete un uomo seduto su una sedia con una serie di foto appese ad un filo.
È un uomo che incredibilmente è riuscito a sopravvivere allo scoppio e alle malattie che ha contratto a seguito delle radiazioni.
È lì, senza chiedere un soldo, per portare la sua testimonianza, per raccontare a persone come noi, completamente ignare di quello che realmente accadde, la verità su quei terribili giorni.

Dettaglio Cupola dell'A-Bomb Dome - Foto di Simona Forti
Dettaglio Cupola dell'A-Bomb Dome – Foto di Simona Forti

Il percorso emotivamente molto forte che si intraprende dentro Hiroshima culmina con la visita al Museo della Pace di Hiroshima.
È indubbiamente la parte più struggente, dove ogni cosa è raccontata attraverso immagini, ricostruzioni, resti di quel giorno nefasto di agosto.
Sarete accolti da una foto di un orologio fermo esattamente alle 8:15, ora in cui la bomba scoppiò sul suolo giapponese, poi vi muoverete attraverso una serie di crude testimonianze dell’epoca. La cosa che più mi ha colpita? Un conta-giorni digitale con il numero dei giorni passati dallo scoppio della prima bomba atomica: 24732 e il numero dei giorni passati dall’ultimo test nucleare.. 70!

Il conta giorni al Museo della Pace - Foto di Simona Forti
Il conta giorni al Museo della Pace – Foto di Simona Forti

A questo punto, per smorzare un po’ i “toni” della visita, vi consiglio di prendere il traghetto dal porto e andare a visitare la vicinissima isola di Miyajima; circa 5/10 minuti di viaggio.
Avete presente quella famosa immagine di un torii rosso che campeggia immenso in mezzo all’acqua? Ecco, proprio quello è ciò che subito vedrete arrivando sull’isola.
Miyajima è un’isola sacra del Giappone dove si dice vivano uomini e dei e dove si narra che non si possa né nascere né morire.
Molti sono i templi da visitare tra cui assolutamente il Tempio Daishouin e il Tempio Yakushinyoraizazou.

Raggiungere Hiroshima è molto facile attraverso i treni Shinkansen che potete prendere usufruendo del JR Pass. Dista circa un’ora da Kyoto e 4 da Tokyo. Anche sul traghetto per Miyajima è possibile utilizzare il JR Pass.

di nhaima