Marocco: istruzioni per l'uso

Prima di partire per il Marocco, ho sentito pareri opposti su questo paese da amici e conoscenti che ci erano stati: c’è chi lo ha amato alla follia tornandoci anche più volte e chi lo ha detestato in tutto e per tutto giurando di non metterci mai più piede.

Partendo, ho cercato di fare tabula rasa nella mia mente e di non farmi condizionare né dagli uni né dagli altri. Le relazioni che abbiamo con i luoghi, in fin dei conti, non sono molto diverse da quelle che abbiamo con le persone: dipendono da una specie di alchimia che scatta dal primo istante, tutto ciò che viene dopo e che è frutto di razionalità e senso conta molto meno, è quella prima scintilla che decide tutto.

Djemaa El Fna, Marrakech
Djemaa El Fna, Marrakech

A Marrakech tutto è forte, impossibile da ignorare: odori, colori, suoni. Se ne può essere sgradevolmente sopraffatti o piacevolmente travolti, dipende un po’ dalla chimica e un po’ dalla disposizione mentale con cui si viaggia. Io mi sono lasciata travolgere e avvolgere, ho iniziato a scorrere in quel flusso umano che gonfia le grandi arterie della città nuova e i minuscoli e intricati capillari della kasbah. Insomma, quella prima scintilla per me è stata d’amore.
Posso intuire, comunque, quali siano gli aspetti del Marocco che rendono negativa l’esperienza di molti europei. Forse però, con un po’ di informazione prima della partenza, alcuni inconvenienti possono essere evitati.

Essaouira
Essaouira

Alloggio

Come può capitare di ritrovarsi a dormire in una topaia a Parigi o a Londra, così può succedere a Marrakech o in qualsiasi altra città del Marocco. Non per questo io mi arrenderei all’idea di alloggiare in un hotel di una catena internazionale qualsiasi. Il mio consiglio è quello di prenotare solo la prima notte in un hotel fuori dalla Medina e poi cercare in loco la migliore sistemazione tra alberghi, guesthouse e riad, chiedendo sempre di poter vedere le camere e assicurandosi la presenza di biancheria da letto e da bagno pulita.

Igiene

Gli standard igienici del Marocco non somigliano lontanamente ai nostri, ma bastano alcune accortezze per non correre rischi legati alla scarsa pulizia: mettere in valigia la federa di un cuscino e un asciugamano in microfibra, avere in borsa salviette o spray antibatterici, lavarsi spesso le mani, soprattutto prima di mangiare. Nei souq e in generale nella medina è preferibile indossare scarpe chiuse se non vi piace l’idea di sporcarvi i piedi.

Medina di Marrakech
Medina di Marrakech

Cibo e acqua

Come in altri paesi di quest’area, per gli europei è sconsigliabile mangiare verdure crude e bere acqua del rubinetto: i nostri delicati stomaci abituati a cibi processati e acqua minerale potrebbero risentirne. Meglio bere acqua in bottiglia ed usarla anche per lavarsi i denti. Nessun problema per le verdure contenute nei cous cous e nei tajine: sono cotte e servite alla temperatura di fusione della ghisa, nessun batterio potrebbe sopravvivere.

Tè alla menta
Tè alla menta

Soldi e acquisti

Pagare con la carta di credito non sempre è possibile e pagare in euro è sconsigliabile perché naturalmente il cambio sarà a vostro sfavore. Meglio procurarsi dirham contanti all’arrivo, controllando online il tasso di cambio. Nella cultura araba la negoziazione è una cosa normale, non stanno cercando di fregarvi: sedetevi a sorseggiare un tè alla menta con il negoziante e contrattate sul prezzo senza sentirvi a disagio.

Negozio di tappeti, Essaouira
Negozio di tappeti, Essaouira

Queste sono le piccole precauzioni da prendere per quanto riguarda gli aspetti pratici. Per tutto il resto, basta far cadere schemi mentali e preconcetti e aprirsi a ciò che è diverso. Se andiamo sempre alla ricerca di ciò che è uguale a noi e che risponde ai nostri standard, a cosa serve viaggiare?

di Marzia Keller