Perché è importante parlare l'inglese per viaggiare

E’ quindi un apprendimento lungo, difficile, che necessita costanza e faccia tosta, provoca infatti un incredibile imbarazzo dover chiedere una informazioni qualsiasi in una lingua che non è la nostra se non ci sappiamo destreggiare con il vocabolario o la grammatica della lingua straniera. E qui ci si sbraccia, si fanno disegnini o, e per fortuna noi italiani in questo siamo i veri campioni, si utilizzano le mani in maniera magistrale per descrivere un concetto o una parola.

Il risultato finale è una stanchezza infinita e mal di testa a fine giornata. Lo sforzo che si compie, pur senza accorgersene, per destreggiarsi in giro per la nuova città che vogliamo esplorare è enorme.

Gli italiani sono noti per non brillare quando si tocca l’argomento lingue straniere. Legati alla nostra splendida lingua che tutti ci invidiano, perchè musicale e poetica (anche quando l’interlocutore non capisce un’h della frase), purtroppo la sua non praticità è altrettanto famosa.

Non bisogna essere dei poliglotti per andare via dal nostro Paese, sarebbe sufficiente saper parlare l’inglese (senza dover necessariamente parlarlo alla James Joyce), ma anche qui, l’italiano purtroppo fallisce, e da questa lacuna purtroppo ne dipenderà anche la modalità e qualità di viaggio.

L’inglese è lingua convenzionalmente utilizzata dai viaggiatori di tutto il mondo per comunicare. Anche in Latino America dove la lingua ufficiale è lo spagnolo, ed il portoghese in Brasile, ma dove il 90% dei viaggiatori se non ha l’inglese come prima lingua sicuramente la parla correntemente come seconda. E’ difficile affrontare un viaggio, soprattutto se per viaggio intendiamo quello a lungo termine, senza saper comunicare in inglese.

In Asia come in Europa, in Oceania o Africa, si parlerà l’inglese per comunicare, perchè?

Perchè tra tutte le lingue del mondo è la più semplice e veloce da apprendere, consente di comunicare a livello base senza doversi scontrare con regole grammaticali da capogiro, prendi il tedesco, perchè le frasi si costruiscono in maniera semplice e senza troppi giri di parole, soggetto, predicato e oggetto, perchè è la lingua più usata al mondo per comunicare gli uni con gli altri.

Spesso mi viene chiesto: non parlo l’inglese posso fare il giro del mondo?

La mia risposta è un bel NI!

Ovvero volendo puoi cominciare il giro del mondo ma sarà piuttosto dura e i momenti di solitudine saranno tantissimi, più di quelli che si affronterebbero se invece lo si parlasse.

Ovviamente quanto più si viaggerà e si starà a contatto con stranieri quanto più, e sarà un apprendimento inconsapevole e naturale, si riuscirà a comunicare, a condizione che si superi lo scoglio “vergogna”, che noto essere ancora più duro dell’effettivo “non saper comunicare bene”.

io no spik inglish
io no spik inglish

Parlare l’inglese è ancora più importante del capire che itinerario seguire, perchè un viaggio sul lungo periodo sarà un evento non fatto solo di spostamenti fisici da un luogo all’altro ma sarà ancora di più un momento della propria vita fatto di condivisione e comprensione di luoghi e persone, di cambi di piani iniziali proprio perchè gli incontri che si fanno, di compagni di viaggio random e sempre nuovi provenienti da tutti gli angoli del mondo e la comunicazione, risulta quindi ovvio, sarà fattore primario nell’intero processo.

Senza mezze misure: BISOGNA IMPARARE L’INGLESE! Di seguito alcuni motivi pratici e reali per cui non si può più relegare questo apprendimento a un hobby (della serie: lo studiamo se ci va, quando ci va) ma anzi, al giorno d’oggi in un mondo globalizzato, è una necessità. Nel viaggio come nella vita.

Perchè bisogna parlare l’inglese quando in viaggio?

Le motivazioni che mi spingono a credere che saper parlare l’inglese sia essenziale sono numerose, e per tale motivo voglio elencarne alcune, le prime che vengono in mente e che ho provato sulla mia pelle.

  • A prescindere che si sia russi, inglesi, greci, australiani o cinesi, i tuoi compagni di viaggio parleranno inglese, se non come prima sicuramente come seconda lingua
  • Per comunicare con i locali, per esempio in Asia (la cito perchè meta battutissa tra i backpackers), si parla l’inglese.
  • Perchè i menù ai ristoranti generalmente sono in lingua locale ed inglese
  • Perchè è difficile trovare americani, inglesi, australiani, israeliani, che parlino altre lingue straniere oltre l’inglese, e anche se lo facessero probabilmente non le parli tu
  • Perchè è una lingua che si può apprendere più velocemente di altre, per lo meno per una comunicazione base (e questo lo garantisco rispetto l’attuale studio del tedesco che di facile ha poco)
  • Perchè parlare l’inglese è l’unica arma che hai per affrontare i momenti di solitudine e per fare amici in viaggio più velocemente
  • Perchè negli hotel alla reception si parla la lingua del Paese che visiti e l’inglese
  • Perchè i libri che troverai quando in viaggio, per esempio negli scaffali per fare scambio di libri, saranno disponibili solo in inglese, o in lingue a te incomprensibili
  • Perchè parlando inglese avrai più possibilità di potere anche trovare un lavoro mentre in viaggio, anche se solo negli ostelli in cambio di ospitalità

Mi si obietterà che anche in Francia sono restii a parlare inglese o che in Spagna non sono messi meglio di noi quando a inglese fluente, non vi do torto, ma assicuro che negli ostelli la lingua che si utilizza è l’inglese e siccome un viaggio è fatto anche di compagnia e di compagni di viaggio, il non saper cominicare, che non significa essere impeccabili, in inglese purtroppo potrebbe far mancare uno degli elementi fondamentali del viaggio stesso: la condivisione. Soprattutto quando si viaggia da soli!

di GiuliasaurusRex