Tikal in Guatemala – La civiltà perduta

flores
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tikal
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Eppure Tikal ha qualcosa che né l’Honduras né il Messico offrono. Siamo nella più estesa città in rovina della civiltà maya, nel dipartimento di Petèn, oggi sito UNESCO.

Il parco Nazionale di Tikal è talmente tanto grande che incontrare altri turisti mentre si passeggia tra i templi numerati in numeri romani, una volta lasciato il nucleo centrale diventa una rarità.

Sulla strada in minibus da Flores, a circa 30 chilometri dal parco e probabilmente dove anche tu risiederai, la guida maya ci introduce a questa antica città immersa in una foresta pluviale in cui si ergono ceiba, alberi consacrati dai Maya, cedri tropicali, mogano. La fauna poi a parte pappagalli, tucani, scimmie urlatrici e pavoni include anche giaguari e coatti (esatto, hai letto bene), avvistati in più occasioni.

Il nome di Tikal significa “il luogo delle voci dello spirito” in lingua maya, questo nome è apparso nel 1840 quando gli europei scoprirono questa zona. Forse questo complesso monumentale abbandonato, pieno di ombre e ricordi di passata grandezza, ha fatto tremare gli esploratori in soggezione come gli indios nativi discendenti degli antichi Maya, che hanno deciso di dare una maggiore forza al luogo conferendogli un nome appropriato e di effetto.

mundo perdido
mundo perdido

Non tutte le strutture sono state ancora portate in superficie, attualmente infatti quanto emerso della città copre solo 16 chilometri quadrati, abbastanza per passare una giornata intera gironzolando per il parco.

La maggior parte degli edifici di Tikal non ha nomi ufficiali, questi infatti sono contrassegnati da numeri o lettere, ad alcuni tra i luoghi più significativi di Tikal però sono stati dati dei nomi, come per esempio il Tempio I, 44 metri di altezza, è chiamato il Tempio del Grande Giaguaro, il tempio II, 38 metri di altezza, chiamato il Tempio della Maschera, e la zona centrale del complesso è chiamata La Grande Plaza.

Tikal
Tikal

Nel dicembre 2012, durante la celebrazione della “Fine del Mondo” maya, le rovine di Tikal sono state una delle mete più importanti per migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo.
La gestione del parco ha organizzato diverse cerimonie rituali, e alcuni turisti sono addirittura saliti fino alla cima della piramide per godere appieno lo spettacolo nonostante fosse vietato. Il risultato purtroppo è stato che alcune strutture hanno subito dei danni irreparabili.

Tuttavia, ci vuole ben altro per abbattere il maestoso Tikal che sopravvisse dieci secoli di storia ricca e dieci secoli di desolazione, uno dei luoghi più magici e misteriosi del Centro America.

Una curiosità: Il IV Episodio di Star Wars è stato girato qui, in Episodio IV (1977), il campo dei ribelli era situato sul territorio di Tikal.

di GiuliasaurusRex