Tokyo, la grande metropoli

Cercare di parlare di Tokyo e consigliare alcuni posti da vedere in un solo articolo è praticamente impossibile.
Se volessi descriverla con poche parole potrei dire che è enorme, mutevole, coloratissima e inaspettata.
Come del resto tutto il Giappone, anche Tokyo cambia velocemente; puoi passare dalla folla incredibile di Shibuya alla calma quasi provinciale di Musashino: il tutto con 20 minuti di metro.

Una via di Musashino - Foto di Simona Forti
Una via di Musashino – Foto di Simona Forti

I quartieri, se cosi vogliamo chiamarli, sono tantissimi, alcuni davvero molto diversi tra loro, e decidere tra questi quale andare a visitare è stata un’impresa nella quale non siamo riusciti.
Durante questo viaggio ho usato molto la Lonely Planet che devo dire è fatta davvero molto bene ed è stata particolarmente utile; ma per quanto riguarda Tokyo, non sono riuscita a definire un itinerario di massima da seguire data la quantità di cose che ci sono da vedere. Così ci siamo affidati un po’ al “caso” e ci siamo lasciati guidare giorno per giorno un po’ da quello che cercavamo e avevamo bisogno, un po’ dallo scendere a caso alle fermate della metro e visitare luoghi di cui non avevo neanche sentito parlare.
Devo dire che è stato divertentissimo, amo perdermi tra le strade delle città che non conosco 😀

Vi parlerò quindi di quello che abbiamo visitato noi, alcune tappe molto famose e conosciute, altre segnate dall’Italia perché c’erano due/tre cose a cui tenevo particolarmente.

Per quanto il primo giorno la metro ci sembrasse qualcosa di assolutamente incomprensibile e ingestibile, in realtà muoversi con i mezzi a Tokyo è abbastanza semplice. Tutto è perfettamente collegato, potete andare da un capo all’altro della città senza nessun tipo di problema.

Abbiamo quindi visitato Akihabara: un must per chi ama manga e anime, videogiochi e tutto ciò che è elettronica.
Chiamato anche Electronic Town, Akihabara è un tripudio di luci, cosplay, sale giochi, enormi centri commerciali dove comprare oggetti elettronici, maid bar e neko bar.

Personaggi di un anime - Foto di Marcello Barnaba
Personaggi di un anime – Foto di Marcello Barnaba

Esci dalla stazione e ti senti catapultato letteralmente dentro un videogioco o un anime, giri per le stradine e suoni e luci ti arrivano da tutte le parti, le sale giochi si sviluppano sempre su più piano per un palazzo intero, almeno 6/7 piani; i centri commerciali fanno quasi paura per quanto sono grandi.

Akihabara - Foto d Marcello Barnaba
Akihabara – Foto d Marcello Barnaba

Interi piani dedicati solo alla fotografia o ai dispositivi mobile o ai pc; se cercate un qualsiasi oggetto elettronico qui lo troverete e fate anche attenzione ai banchi dell’usato perché molto spesso si trovano delle grandissime occasioni! Anche perché l’usato dei giapponesi è praticamente come nuovo.

Ad Akihabara si trova “Super Potato”: un meraviglioso negozio di retro video game e retro video arcade. Una cosa incredibile! Se siete delle grandi giocatrici non potete mancare questo posto, sembra di essere in un museo del videogioco; trovate di tutto: dalle singole cartucce alle console ormai dimenticate.

Altra tappa è stata Kappabashi, una grande via dove è possibile trovare qualsiasi cosa, ma davvero qualsiasi cosa, abbiate bisogno per la cucina e la ristorazione.

Kappabashi - Foto di Marcello Barnaba
Kappabashi – Foto di Marcello Barnaba

Dai famosi coltelli giapponesi, ad ogni tipo di piattino, ciotola, tazza, teiera in ceramica, fino ad arrivare ai tantissimi cibi finti di plastica che normalmente si trovano esposti nelle vetrine dei ristoranti. Sushi, udon, verdure, dolci; troverete qualsiasi cosa!

Cibi finti da esposizione - Foto di Marcello Barnaba
Cibi finti da esposizione – Foto di Marcello Barnaba

Io, in quanto amante della cucina, non potevo saltare questa tappa e difatti sono tornata a casa con tante belle ciotoline, tazze e bacchette 😀

Shibuya, il quartiere tanto famoso per il suo grande, anzi enorme, incrocio stradale che continuamente viene attraversato da una così grande mole di gente che se non lo si vede non lo si riesce ad immaginare.
È il quartiere della moda, del fashion soprattutto adolescenziale, dove ragazze e ragazzi vengono a fare shopping nei famosi centri commerciali “109”. Palazzi di oltre 10 piani pieni zeppi di negozi.

Quartiere Shibuya - Foto di Simona Forti
Quartiere Shibuya – Foto di Simona Forti

Se cercate qualcosa di particolare da comprare dovete venire qui. O meglio, particolare per noi, perché per loro è normalissimo; come ad esempio le calze che simulano tatuaggi sulle gambe, oppure con vari ricami come quello meraviglioso del gatto all’altezza del ginocchio che davanti ha il muso e dietro ha la coda!
E visto che ci siete, andate a cena da “Kaikaya by the sea”; un ristorante di pesce a dir poco fantastico!
Uno dei pochi dove parlano davvero bene inglese; i camerieri sono simpaticissimi e hanno una grande selezione di sake. Da non perdere i rinomati Tuna Spare Ribs; “costolette” di tonno da leccarsi i baffi!

Un altro bel giro lo abbiamo fatto anche ad Asakusa, famosa per il tempio Sensō-ji, dove è possibile respirare un’atmosfera più tradizionale.
Passeggiare lungo le stradine della via principale, entrare nei piccoli negozietti che vendono tessuti da appendere come quadri o da utilizzare come furoshiki per i vostri bento o le vostre borse, fermarsi a mangiare nei piccoli ristorantini tradizionali vi farà vivere un Giappone un po’ diverso dal solito; dove tutto è molto più rilassato.

Asakusa - Foto di Marcello Barnaba
Asakusa – Foto di Marcello Barnaba

Ed infine ci siamo messi a passeggiare un po’ qua e la dove capitava, scendendo a caso dalla metro, cercando di andar fuori dai classici itinerari turistici.
E le sorprese non sono mancate! Come quella minuscola stradina a Shinjuku tutta illuminata da lanterne di ristoranti cosi piccoli da ospitare a volte anche solo 6 persone; dove si mangiano solo spiedini, di carne, dove con un po’ di fortuna e un po’ di intraprendenza siamo riusciti a passare una bellissima serata in compagnia dei proprietari e due clienti parlando un misto di italiano, inglese e giapponese!

di nhaima