La storia del povero Marley, costretto a vivere alla catena

I cani quando si decide di adottarli, bisogna prendersene cura. Non si può lasciarli fuori, senza nemmeno calcolarli. Come quello che è capitato a Marley. Era un cucciolo che per cinque anni, è stato costretto dai suoi umani  a vivere furori, al freddo, legato ad una catena.

Non sapeva nemmeno cosa volesse dire una casa calda o del buon cibo per animali. La sua vita era limitata a stare lì, senza nulla. Gli davano un po’ d’acqua sporca da un secchio e quando avevano tempo si ricordavano che doveva mangiare anche lui. Non conosceva nemmeno il suo nome, l’unica cosa che sapeva era: “no!” Una volta ha cercato di giocare con uno della sua famiglia e per punirlo gli hanno dato una bastonata in testa. Il suo unico riparo era una cuccia, vecchia e sporca. Nella sua vita, il povero Marley non ha avuto nulla. I volontari della PETA, hanno cercato di convincere la sua famiglia a darlo via, ma solamente dopo cinque anni hanno accettato. Così, i ragazzi l’hanno portato subito al rifugio, per farlo visitare dal veterinario. Dopo una prima visita il medico li ha informati che era malnutrito ed era anche ricoperto di zecche. Inoltre non era solamente affamato di cibo, ma anche d’affetto. E’ stato molto difficile per i volontari, riuscire a riportarlo in forma, ma nel giro di breve tempo ci sono riusciti, con tutto l’amore e la cura che avevano. Il povero Marley, nella sua vita, non ha mai avuto nemmeno una carezza. Guardate invece il video della sua trasformazione:

Un volontario della Peta Michael Moss, appena ha saputo la storia del piccolo amico a quattro zampe, si è follemente innamorato di lui ed appena era tornato in forma, ha deciso di portarlo a casa con se.

Ha una sorellina che si chiama Kyah ed amano giocare e passare le giornate insieme sul divano.

Fortunatamente ora Marley, non dovrà più preoccuparsi per il cibo e per una casa calda dove potersi rifugiare!

Michael ama viziarlo, gli porta sempre i suoi amati dolcetti. Che finale meraviglioso per Marley. Grazie ragazzi!