Carey Mulligan: “Abbiamo ancora tanta strada da percorrere, ma la direzione è finalmente quella giusta!”

Al 71. Festival di Cannes Carey Mulligan apre la quarta edizione di Woman in Motion Talks

In occasione della presentazione dell’opera prima di Paul Dano come regista, Wildlife, film d’apertura della sezione parallela al Festival di Cannes, la Semaine de la Critique,  l’attrice britannica Carey Mulligan, ha aperto la quarta edizione di Women in Motion Talks. Che cos’è Women in Motion Talks? Sono dei dibattiti con protagoniste donne del cinema che hanno lasciato il segno, unite nella lotta per la parità dei diritti.

Carey Mulligan

Carey Mulligan ha lasciato il segno a Hollywood con una nomination all’Oscar nel 2010 per il suo ruolo in An Education di Lone Scherfig. Un altro suo memorabile ruolo è quello accanto a Ryan Gosling in Drive, del regista danese Nicolas Winding Refn, presentato nel 2011 proprio al Festival di Cannes. Refn e Scherfig sono solo alcuni dei famosi registi con cui ha collaborato la Mulligan, tra cui si aggiunge anche Steve McQueen per il film Shame, dove l’attrice interpretava il ruolo della sorella di un sesso dipendente, interpretato da Michael Fassbender.

Durante il Festival di Cannes di quest’anno la Mulligan ha aperto inaugurato la quarta edizione del talk dedicato alle donne del cinema Woman in Motion Talks, esattamente il giorno dopo essere stata presente alla proiezione di Wildlife, il primo film in concorso di Paul Dano alla Semaine da la Critique, in cui interpreta una casalinga negli anni ’60, che sta per prendere la sua vita nelle sue mani e si distacca dal suo ruolo di madre e moglie.

Carey Mulligan

I vincoli sociali delle donne in quel momento erano molto più grandi, ma purtroppo quel tipo di vincoli ancora oggi persiste. Le donne sono ancora sottoposte a un’enorme pressione,  e il mio personaggio in Wildlife si trova proprio in questa giungla di aspettative, in particolar modo per una casalinga.

Afferma l’attrice, che poi continua dicendo: “Mi sono molto divertita a interpretare in questo ruolo, un personaggio veramente “atipico” dove vengono messi in mostra tutti i suoi “difetti”. Jeanette non vuole essere la tipica casalinga anni ’60, e il film lo sottolinea veramente bene. Jeanette non è da considerare come un personaggio negativo, semplicemente un giorno si sveglia e capisce che non ha più 21 anni e che il tempo perso non tornerà mai più indietro. Jeanette decide di prendere in mano la sua vita, di conquistarsi la propria autonomia al di fuori delle etichette. Raramente sullo schermo vengono mostrate delle donne infedeli, ma soprattutto è raro vedere al cinema un personaggio femminile “autorizzato a fallire”“.

Carey Mulligan

E la Mulligan si lascia andare in queste affermazioni molto d’effetto proprio sulla base della sua testimonianza in quanto attrice.

Spesso mi è capito di avere dei ruoli dove molte scene veniva tagliate perché considerate scomode, non propriamente idonee al comportamento di una donna. Quando chiedevo come mai venissero operati quel tipo di tagli proprio in quei punti, mi veniva risposto che al pubblico non piace quando sul grande schermo ti mostri poco “carina”.

Ed è anche questo che ha spinto l’attrice, negli anni, a scegliere sempre più ruoli appartenenti a un cinema più indipendente, meno hollywoodiano dove si è proprio più soggetti a questo tipo di pressioni e limiti. Limiti che si riscontrano non solo nei ruoli ma anche nella stessa rappresentazione della donna al cinema.

Carey Mulligan

Sapete 100 anni fa nell’industria cinematografica le donne erano circa il 25%. Cosa è cambiato oggi? Niente. Le donne sono tra il 25-26% della rappresentanza. Abbiamo ancora tanta strada fare, ma ciò che sta accadendo negli ultimi tempi è importantissimo e fondamentale per questo percorso. Certo, prima che qualcosa cambi per davvero ci vorrà del tempo, ma finalmente ci stiamo muovendo nella giusta direzione. Arriverà un momento in cui potremo guardare indietro il tutto come un brutto sogno.

Ovviamente la Mulligan con queste parole fa riferimento ai movimenti del Time’s Up e #MeToo che non ha solo scosso il mondo del cinema americano, ma quello di tutto il mondo, rimettendosi anche verso altre industrie, luoghi di lavoro differenti dove le discriminazioni sono analoghe.

Carey Mulligan

 

Il  Time’s Up e #MeToo sono la spinta che serviva per l’equità salariale per le tante donne coinvolte nel mondo lavorativo. Inizialmente, quando venivo invitata anche solo a posare per una foto sul set, mi sentivo grata, senza accorgermi della differenza di prezzo tra me e un mio collega uomo. Quando ho iniziato ad accettare sempre più ruoli al cinema questa disparità, differenza, è diventata evidente, allora non ho potuto più restare in silenzio. Questo non solo nel cinema, ma anche nel teatro e in molti altri luoghi. Ripeto, c’è ancora un bel cammino da percorrere, ma la direzione è questa.