La storia di una lunga attesa

Di lui ormai si erano innamorati in molti, si prendevano cura di lui con amore, in realtà anche i turisti si fermavano per una carezza. Le sue foto e la sua storia attirarono molte persone, alla luce dei fatti di oggi, nessuna di queste con un cuore tanto grande da poterlo far entrare e cambiare questo suo drammatico



destino. Lung è giovane, forse questo ha giocato a suo sfavore, l’esperienza in questi casi conta, magari avrebbe ricordato la strada, oppure si sarebbe saputo difendere dalla stessa. Lung arriva dal nulla in un villaggio della Thailandia, anzi, in una strada trafficatissima di questo paese, alcuni ipotizzano che il suo padrone l’abbia smarrito perché troppo buono e curato per essere un abbandono. La vastità di quel territorio forse ha impedito al cane di trovare la sua casa ma, per amore verso il suo amato papà non si è mai mosso da quel punto. Ha aspettato, aspettato e ancora aspettato, dodici mesi infiniti, finché un giorno una macchina l’ha travolto e ucciso, lasciandolo morto sul quel quadratino di terra a lui tanto cara. Il tuo papà non lo saprà mai che il suo amico gli è stato fedele fino al suo ultimo respiro, si è trascinato con l’ultimo sforzo lì, lì dove da solo arrivò, da solo se ne è andato, nessuna mano a tenere la sua zampa, nessun abbraccio e nessun cuore dove poggiarsi per esalare l’ultimo respiro, solo era e solo è, vivrà solo nei ricordi per la sua fedeltà. La storia di Lung ve la racconto oggi perché già è iniziata la stagione estiva e gli abbandoni stanno iniziando, sappiate che li condannate a morte nel 99% dei casi e io per questo motivo vi auguro le peggiori vacanze, che vi si possa rompere l’auto, rubare il portafoglio, una dissenteria terribile e il peggior eritema solare mai visto. Vi lascio le foto di Lung, ma unitevi fortemente al mio caloroso augurio estivo…