Ancora canili e lacrime

Torna alla ribalta, grazie a chi non si gira dall’altra parte, la grave situazione dei canili abruzzesi. Il numero esagerato di cani che ogni giorno fanno ingresso nei sanitari regionali è da molto tempo all’occhio di tutti, le volontarie abruzzesi, sempre in numero minore per le difficoltà in cui sono costrette ad operare, chiedono aiuto continuamente


Le segnalazioni del canile di Tufillo in provincia di Chieti hanno portato finalmente ad un sopralluogo dei NAS. Grande aiuto in questo campo è stranamente il social, sempre più persone stanche di vedere cani soffrire postano foto, quando ce ne sono, il boom mediatico è una conseguenza spesso e l’intervento degli enti preposti è quasi obbligatorio. A Tufillo sono state rilevate irregolarità varie, certo la condizione fisica dei cani è quella che salta più all’occhio. Cani irriconoscibili sotto a mucchi di pelo annodato, palese segno di abbandono e trascuratezza, cani con carne esposta come le zampe di questo cane, probabilmente malato e non curato. Purtroppo il canile non verrà chiuso, ne verrà allontanato il responsabile ne i sindaci dei comuni convenzionati avranno grandi problemi. Qualche accorgimento a tamponare la situazione e tutto tornerà come prima, una mano tesa dai volontari di un’associazione ma nulla di più. La situazione dei canili è ormai ben nota, strutture collocate in luoghi sperduti, difficilmente raggiungibili, personale spesso carente, cani eccessivi da gestire, divieto di foto per appelli, cani chiusi in box schifosi che portano solo guadagno ai gestori, per ogni cane catturato il comune paga circa 2 euro al giorno al gestore, da questo deriva il poco interesse alle adozioni, più cani più soldi. La nota dolente, solo per pochi immagino, è sopratutto il pochissimo amore e rispetto per queste anime innocenti. Il sindaco di Tufillo ha dichiarato al Centro, che le condizioni dei cani erano decorose, dipende da cosa una persona intenda per decoroso. I cani sono dei sindaci, a loro spetta garantire il benessere degli stessi, controllare che siano curati e tenuti dignitosamente, nonché loro stessi, o chi per loro, devono promuovere l’adozione dei cani rinchiusi in canile proveniente dal loro comune. Tutto questo, sicuro non avviene in questa regione, classificata in Italia, al quindicesimo posto per il benessere degli animali. Purtroppo sui canili c’è grande omertà, molte strutture non fanno entrare i volontari, non permettono foto e le volontarie gettano la spugna. Nonostante la gravità della situazione nessun sindaco ha cercato di correre ai ripari, si preferisce far nascere cani a oltranza e pagare le strutture che impegnarsi in una campagna di sterilizzazione come fatto, ad esempio a Vieste, portando alla chiusura del canile, sterilizzando i cani sul territorio, non sono entrati cani in canile e quelli già detenuti, con grande fatica ma immenso amore sono andati in adozione. La soluzione c’è, ma a nessuno evidentemente fa comodo far chiudere i canili! La vergogna è sempre l’uomo!

Stranamente solo queste 4 foto sono disponibili

Onore a chi segnala e porta alla luce tutto questo

Certo che se nessuno si ribella, nessuno mai verrà a sapere niente. Sindaci cari, che intendete fare?

Intervenite o si lascia ancora correre? Ricordiamo ai sindaci che i volontari sono un ottimo appoggio e cosa non da poco, gratuito.