Andrea, una vita buttata via

Le confessioni di Andrea

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Questa storia ha alla base la solitudine. A questo ragazzo, poco più che adolescente, non è bastato l’amore che aveva in casa per affrontare il grande cambiamento a cui stava andando incontro. La sua reazione è stata dettata da cosa? Dal sentirsi solo e dalla paura di quello a cui stava andando incontro, forse lui stesso

aveva paura ed era indeciso. Il ragazzo in un pomeriggio di pochi mesi fa ha messo fine alla vita di suo padre, lo ha finito ha coltellate mentre raccoglieva la legna. Poi si è avvicinato a sua madre, lei vedendolo scosso e con gli occhi spalancati lo abbraccia, ignara che quel suo gesto sarebbe stato la sua condanna. Nove volte ha affondato su di lei la lama nella schiena, accasciata a terra non l’ha mai guardata. Solo il fratello ha risparmiato, lo ha pregato in ginocchio e qualcosa in lui deve essersi smosso. Il cane di famiglia non si è più ritrovato, invano il tentativo di farlo parlare, almeno fino al giorno del processo. “Era con papà, e lì l’ho lasciato!” Hero lo avevano salvato dalla strada, lo avevano cresciuto i due ragazzi, era un cane amatissimo, ma quel giorno di follia non è stato risparmiato. Ha tetto il giovane che aveva cercato di mettersi in mezzo, tra lui, il padre e il coltello, quindi, niente via di scampo.

Al giudice racconterà tutto il suo dolore, il suo cambiamento, da uomo a donna non compreso in casa, non essere accettato da chi lo amava per lui è stato insopportabile. Hero lo avrebbe amato lo stesso, ma ormai la follia aveva preso la sua anima dolente e disperata. Andrea è stato condannato a 40 anni di carcere.

Vite distrutte dall’incomprensione e dalla solitudine.

Quanto male in questa storia Erano mamma e papà, chi più di loro potevano volergli bene

Piange alla lettura della sentenza

Se solo qualcuno di loro avesse chiesto aiuto per lui