Antonio, Malì e il pozzo, riposate in pace

E' finita nel pozzo la ricerca disperata di Malì e Antonio

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Ancora non abbiamo finito di piangere per il piccolo Julien che la notizia di questa ennesima tragedia fa piombare nuovamente il paese in un lutto profondo. Sembra che la maledizione dei pozzi dell’Andalusia non abbia fine. Domenica, mentre si svolgevano i funerali del piccolo Julien

 

Antonio e Malì sono usciti per fare la loro solita passeggiata tra la natura. La zona, vasta e impossibile da mappare, è la stessa del pozzo in cui il bambino è caduto il 13 Gennaio. Antonio conosceva bene la sua montagna ma evidentemente qualcosa deve averlo distratto, o peggio qualcosa di terribile deve essere accaduto a Malì. Sono circa le 20, la famiglia è preoccupata, non hanno più notizie dell’uomo. Iniziano le ricerche e con le prime luci del giorno la terribile notizia si spande in città. L’imbracatura per arrampicarsi di Antonio e il guinzaglio rosso del cane erano a terra, al bordo di un altro pozzo abusivo. All’interno i loro corpi, morti dal freddo nell’acqua gelida, stretti nel loro ultimo abbraccio. Forse il cane è scivolato e Antonio, spinto da un amore paterno non ha riflettuto, deve essersi precipitato dietro a lui nel tentativo di salvarlo, le pareti lisce hanno impedito la risalita. “Il cane era una presenza costante, solo quando Antonio andava al lavoro non stavano insieme. Il loro era un grande amore, impossibile pensarli divisi, la natura e gli animali erano le vere passioni di mio marito!” Non è difficile capire il gesto dell’uomo, chi ha il cane, chi lo ama profondamente, chi lo fa vivere in casa come un componente della famiglia può comprendere quanto grande possa essere l’amore per lui e quanto possa essere struggente il pensiero di vederlo soffrire. Riposate in pace anime buone, ancora insieme.

Antonio e il suo cane, insieme sempre

La verità resterà in quel pozzo per sempre, come siano andate veramente le cose non lo potremo mai sapere

Durante le ricerche…

Questo è il posto, si pensa siano almeno 500 i pozzi abusivi