Anubi e la sua vita notturna

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Era così, a metà, brutta e difettosa, lei poverina lo sapeva bene. anche se non capisci proprio tutto, la faccia schifata di tutti che ti guardano e storcono il naso, quello si che lo capisci. Così questo cane aveva deciso di vivere quando gli altri non vivano, il giorno era nascosto tra auto rotte e cespugli, la notte usciva a rovistare nei

secchi e riempiva la pancia così. Faceva passeggiate in centro, dove nessuno lo guardava schifato e lo prendevano a calci. Il suo muso era diverso dagli altri cani, la cattiveria dell’uomo si era riversata su di lui, un taglio netto con qualcosa che mai si scoprirà, ne si scoprirà il perché, portò via metà musetto bello riducendolo ad un mostro e a vivere di notte.  Un giorno faceva caldo, molto caldo, la sete lo tradisce, esce dal suo nascondiglio e va a bere nel solito secchio dietro al bar. In quel bar quel giorno, seduta composta, leggendo il giornale c’era la persona che avrebbe cambiato per sempre la sua vita. Lo vede, lo vede che è in difficoltà, si abbassa e stende la mano, quel gesto a lui sebra strano ma ha un disperato bisogno di una carezza e decide di avvicinarsi e lasciarsi andare, in fondo, avrà pensato, “peggio di quello che mi hanno fatto che può succedermi! Anubi, si chiama così, ha ricevuto il più lungo e caloroso degli abbracci, ancora oggi ne ha giovamento. Non voglio annoiarvi, preferisco regalarvi le immagini del viaggio e dell’arrivo a casa..A volte i diversi colpiscono i cuori speciali, era destinato a quella mamma!