Brendy scelse di vivere con noi

Era una sera d’estate, quando, durante una passeggiata con i due bambini, la nostra attenzione venne attirata da un lamento, simile a quello di un bimbo. Mio marito ed io ci trovammo tra le braccia quello che sarebbe diventato, di li a poco, il nostro terzo figlio. Brendy, così lo avevamo chiamato, era sporco e puzzolente, tutto magro e brutto, era sicuramente un abbandono



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proprio per la certezza di questo, noi non cercammo mai di ritrovare la sua famiglia, lo diventammo noi da subito. La bellezza uscì di li a poco, una simpatia unica, ciccione e prepotente, aveva conquistato, oltre ai miei due figli, Gregg e Nelly, tutto il vicinato in poco tempo, con gli anni era diventato un punto d riferimento per tutti. La vita ci ha regalato tanto, molto più di quanto potessi aspettarmi, le feste al rientro dal lavoro, ohhh, mai potrò dimenticarle, le corse sul prato, tutte le volte che saltavi tre recinti e due cancelli solo per andare a salutare Sally, la barboncina dei vicini. Sei stato unico, fedele, silenzioso quando serviva e casciarone il resto del tempo. Diciotto anni di vita insieme sono tanti, pochi se penso a quel cuscino vuoto, troppi se penso al tempo che dovrò aspettare per rivederti. Ti sei addormentato serenamente nel tuo posticino, vicino a noi, mentre noi parlavamo tu sei volato via, non ti sei fatto accorgere, ci hai voluto risparmiare lo strazio finale, ma a noi oggi il cuore sta scoppiando per te. I ragazzi non si alzano dal letto, noi siamo sfiniti di lacrime, perderti è stato uno strazio, un dolore immenso che non si può raccontare, chi lo conosce può capire, noi siamo una famiglia incompleta oggi. Spero di averti dato la migliore delle famiglie, spero che sei stato felice ogni giorno della tua vita, spero che ricorderai gli abbracci nel lettone durante i temporali e i bacini di buon compleanno. Noi di te non dimenticheremo nulla, non lo vogliamo dimenticare. Se puoi vieni nei nostri sogni e non stancarti di aspettarci sul ponte dell’arcobaleno, un giorno ci ritroveremo, e allora sarà per sempre…

Gli studi confermano che questo dolore è paragonabile alla perdita di un membro della famiglia. Dopo diciotto anni di vita insieme, svegiarsi e addormentarsi con lui, come potrebbe essere diversamente

Restano solo i ricordi, fanno male come tutti gli altri

Fortunato chi ha un posto dove portare un fiore, per poter ricordare e raccontare, la bellissima avventura che è vivere con un cane!

Voi, la pensate così, perdere un cane, è veramente un lutto di famiglia?