Dan e Zanto, un’ingiustizia eterna

Soppresso Zanto, Dan si toglie la vita

Home > Animali > Dan e Zanto, un’ingiustizia eterna

Una storia che ci era sfuggita, sia a noi che a molti altri lettori. In realtà qualcuno aveva fatto riferimento a questa storia pochi mesi fa, quando, un giovane cuoco italiano andò in Danimarca per un periodo lavorativo e portò con se Iceberg, il suo amato cane amstaff. Immediatamente la polizia

lo prese in consegna per avviare la procedura di soppressione ma le grandi associazioni si schierarono pubblicamente richiedendo il rientro nel territorio italiano del cane. Infatti dopo mesi di lotta avvenne il ricongiungimento. Per Dan le cose sono andate diversamente, il suo amato Zanto è stato prelevato da casa sua, strappatogli dalle sue braccia, con l’accusa infamante di appartenere ad una razza pericolosa quindi vietata nel territorio danese dal 2014.  Zanto verrà soppresso dopo otto giorni e Dan, innamorato del suo cane si toglie la vita contemporaneamente nella propria abitazione, era il 24 Aprile del 2015.  Queste le parole di Animal Amnesty.Tragiche notizie dalla Danimarca: un uomo si suicida dopo che il suo #cane è stato soppresso.
Dal giugno 2014, la Danimarca ha vietato le detenzione di tredici razze di cani tra le quali Pit Bull Terrier e Dogo Argentino.
Zanto, il cane ucciso, era di razza pit bull e Dan il suo compagno umano non ha retto all’ingiusta soppressione.
Zanto era il cane sbagliato nel Paese sbagliato.
Non può non tornare in mente il caso di Lennox, soppresso quasi tre anni fa in Gran Bretagna perché appartenente ad una razza considerata pericolosa, nonostante le proteste della famiglia e la mobilitazione internazionale.
Nel caso di Zanto le vittime sacrificate sono state due.
L’animale più pericoloso è l’uomo.

Questo invece è Iceberg con il suo papà

Per lei le cose andarono diversamente…

questo è il momento dell’arrivo della cagnolina a Roma dopo la liberazione. Purtroppo le storie non hanno tutte un lieto fine

Chissà se sono insieme adesso….