Denali

Home > Animali > Denali

Denali era una randagia, accalappiata e portata in canile passava i suoi giorni attaccata al muro, in solitudine, con il terrore che qualche mano umana potesse toccarla anche solo per una carezza. Qualcuno all’interno del canile scatta una foto mandando un messaggio insieme”Verrà soppressa per quel grande tumore che ha al collo!”

Alcuni giovani sono andati nell’ufficio del canile, senza dire le loro intenzioni hanno chiesto di adottare uno dei cani più sfortunati, uno più vicino alla morte. Così Denali, con l’inganno viene portata fuori dal cancello dell’inferno. Quei giovani erano volontari, lei è stata ricoverata in clinica per accertamenti, se doveva morire sarebbe morta con dignità. Da subito il medico ha qualche dubbio sul fatto che quel pendolo sa un tumore, così ha eseguito tutti i test, radiografie, analisi e infine una tac, ciò che ha scoperto è stato sconvolgente. L’esame ha evidenziato che il cane era stato vittima di cattiverie da parte di qualche bestia umana. Avevano sparato alla bestiola con un fucile da caccia e il suo corpo era pieno di pallini. Avrà provato chissà quale dolore. Non era un tumore quello, era una sacca che si era formata dopo lo sparo sicuramente, con molta probabilità un pallino deve aver bucato la ghiandola salivare e quindi, quando Denali deglutiva, la sua saliva finiva tutta li dentro. La cagnolina è stata operata più volte, la strada del recupero è stata lunga, sono stati asportati tutti i corpi estranei e nel giro di due o tre mesi si è ripresa soddisfacentemente. Ha dimostrato di essere forte e combattiva nonostante la brutta esperienza passata. Adesso sembra aver dimenticato tutto ed è pronta a godersi una nuova vita. L’hanno adottata grazie alla diffusione della sua storia sul web. Oggi Denali è felice, corre e gioca con la sua amata famiglia. Un amore di cane, due occhi dolcissimi e un passato così crudele.

Vi lasciamo un video dove potete vedere la bella cucciola appena arriva in clinica.

 

Avrà solo amore

Lei lo merita

sempre l’uomo c’è di mezzo