Deta, fedele oltre la morte

Non si può negare che i cani si siano guadagnati il titolo consacrato di “migliore amico degli umani”. I nostri cani rimangono fedelmente al nostro fianco nei momenti più difficili, nelle situazioni stressanti e persino quando abbiamo comportamenti sbagliati o cattivi. Ma i cani possono davvero soffrire? Quando un proprietario umano muore, il suo cane soffre?

Gli scienziati comportamentisti generalmente concordano sul fatto che in queste circostanze, i nostri animali domestici possono sentirsi tristi, soli, abbattuti, persino inconsolabili. Ma molti esperti sottolineano anche che i cani non necessariamente capiscano che la morte sia uno stato permanente. Per questo motivo, osserva il professore di psicologia Stanley Coren in un articolo pubblicato su Psychology Today, i cani che affrontano come gli umani la morte del loro proprietario potrebbero provare qualcosa che molti umani non riescono a provare: nello specifico, i nostri cani possono essere pieni di speranza nell’eventualità di una riunione gioiosa con la persona che amano. Questo sembra essere il caso di un devoto cucciolo di cinque anni di nome Deta. Purtroppo, la sua proprietario di 86 anni è morta a settembre. “Deta e mia madre erano inseparabili”, dice la figlia della donna, Theresa Morini. “Ovunque mia madre andava, Deta la seguiva”. Morini ha detto ai giornalisti che quando sua madre è stata recentemente curata in un ospedale di Albany, New York, per insufficienza cardiaca, Deta non sopportava di stare lontana da lei.

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Così la famiglia l’ha fatta entrare nella sua stanza di nascosto.

Ora, Morini e suo marito Mike si prendono regolarmente cura della tomba della donna nella città di Amsterdam.

Portano con loro anche Deta e il momento della separazione è sempre straziante: il cane spesso si rifiuta di andarsene.

Ogni volta che arrivano al cimitero, Deta corre direttamente sulla tomba della sua umana dove si siede e aspetta la donna.

Alla partenza, bisogna sempre richiamarla parecchie volte.

La donna non può fare a meno di chiedersi: “Lo spirito di mia madre è ancora qui?”

Lei ammette che non c’è modo di esserne sicuri, ma esprime la certezza che “porta conforto, e penso che porti anche conforto anche a Deta”…