Donna Dovadola vuole essere seppellita con il cane

Donna Dovadola vuole essere seppellita con il cane e scatena un'accesa polemica tra sindaco e prete: ecco come si è conclusa la vicenda.

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Donna Dovadola vuole essere seppellita con il cane: è una storia che ci arriva da Dovadola e che ha fatto molto discutere. I protagonisti sono Cristina Fagnoli, una donna originaria di Dovadola, Forlì Cesena, che lavora come impiegata in provincia a Treviso e il suo cane Achille, un pastore maremmano di 11 anni. La donna ha chiesto di tumulare il suo cane nella tomba di famiglia, scatenando una polemica accesa nel paese. Ecco come si è conclusa la vicenda.

Come vi abbiamo già accennato, Cristina Fagnoli, una donna originaria di Dovadola, un paese dell’Appennino forlivese, ha espresso il suo desiderio di tumulare, nella tomba di famiglia, il suo amato pastore maremmano Achille, morto a 11 anni e mezzo l’11 dicembre del 2016. Cristina lavora come impiegata in provincia di Treviso ma aveva voluto portare i resti del suo amato Achille nel paese natio, dove vivono ancora il padre Ilario e il fratello Massimo e seppellirlo nella tomba di famiglia, dove riposa sua madre.

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Cristina Fagnoli ha detto che quella sarà anche la sua tomba, quando arriverà il momento e che desidera avere accanto a lei il suo amato Achille che, per lei, era come un figlio. “È vissuto con me tutta la vita. Lo presi da una famiglia che aveva due mesi. Era il più piccolo della cucciolata ma ben presto era cresciuto e diventato tanto buono e affettuoso”.

Poi, la donna ha aggiunto: “Mio padre e mio fratello sono stati d’accordo. Anche mia mamma gli voleva tanto bene. E poi sarà sempre con me, quando morirò”.

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Da parte del sindaco non ci sono stati problemi. Gabielle Zelli, il primo cittadino di Dovadola, dopo aver controllato sia la legislazione locale, che quella regionale e quella nazionale, da dato l’ok alla tumulazione di Achille nella tomba di famiglia.

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Contrario alla decisione della donna è stato il prete del paese che ha definito questa sua richiesta una pazzia. Ecco le sue motivazioni:

“La mente umana sta perdendo il buon senso. Il cimitero è comunale e possono fare quello che vogliono, io non vado certo a fare il funerale a un cane. Questo mondo sta prendendo davvero degli orientamenti strani e c’è da aspettarsi di tutto. Per me l’importante è che non si faccia una cosa religiosa. Anche se il Primo Novembre, quando benediciamo le tombe nel cimitero sarà benedetto anche il cane. Questo fatto è il segno della trasformazione della nostra società, sbagliata, dove gli animali passano al livello, superiore, degli uomini. Forse perché danno più soddisfazioni, perché quando arrivi a casa ti accolgono, con carezze e baci, ma non sono umani… È sbagliato attribuire un livello umano agli animali”

Questa vicenda che risale all’11 di gennaio del 2017 si è conclusa nel migliore dei modi. Le ceneri di Achille sono state tumulate all’interno di un’urna e deposte nella tomba di famiglia dove riposa la madre di Cristina… Uno dei primi casi al livello nazionale. Si spera che, da adesso in poi, sempre più cani e proprietari potranno essere seppelliti insieme come accade già in Lombardia.

Lasciamo a voi le conclusioni…