Il piccolo Gold

“E’ inutile negare, era malato, sarebbe morto ugualmente, ma quello schifoso è sopravvissuto alla lavatrice così ho  pensato di fare l’altra cosa!” Così inizia la confessione della donna, ma questa è la fine della storia, l’inizio e tutto un vero macello. La donna telefona inizialmente dicendo che il cane era caduto nella tazza



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del bagno, che lei aveva cercato di riprenderlo ma non c’era risuscita. Giungono sul posto, con l’aiuto dei vigli e dei volontari, seguono il pianto e arrivano ad un tombino. Il piccolo è rotto, è pietoso, si capisce che non è la verità quella che racconta la donna. Il cucciolo viene portato dal veterinario che, in un primo momento rimane in silenzio, poi capisce che quello che aveva tra le mani era il piccolo Gold, un cane che lui già conosceva e che seguiva per delle crisi epilettiche. Iniziano le cure e l’amore senza sosta, una volontaria resta in clinica per dare calore al piccolino, deve farcela, hanno deciso che questa storia deve finire bene. La signora nel frattempo dichiara, piangendo, che lei era stanca di curarlo, così l’ha messo in lavatrice per farlo morire, ma “non si sa il perché è sopravvissuto, così l’ho buttato nelle fogne, non doveva uscirne da l’ sotto, mai nessuno lo avrebbe trovato, poi ha iniziato a piangere e i vicino si sono avvicinati al tombino, avrebbero subito capito che era Gold!” La donna è stata messa in cura, era ovvio che avesse bisogno di aiuto, il cane forse si è sentito al sicuro e ha deciso che qualche altro annetto lo poteva vivere con noi. La volontaria che aveva fatto la terapia notturna dell’amore, l’ha adottato, adesso lo chiama”Gold, amore piccolo della mamma!” pare che questo nome sia gradito dal piccolino.

Ma che ve li fate a fare

se avete il cervello fuso

lasciateli stare, compratevi i pupazzi, meglio abbandonati che in mano a voi