Il ritorno alla vita di Grisù

Solo, abbandonato senza possibilità di una vita

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Non si poteva credere che tanto male fosse tutto riversato su di un piccolo cucciolo. Non aveva più nulla, neanche la forza di reggersi in piedi. L’avevano così ignorato che si era ridotto nel peggiore dei modi. La fame, la sete, la sporcizia avevano fatto del suo piccolo corpo il bersaglio di tutto, tranne che del

l’amore. Grisù, chiamato così per la sua somiglianza ad un draghetto, dovuto all’unica striscia di pelo rimasta sulla schiena. I ragazzi non avevano per lui nessuna speranza, lo misero a bagno per togliere almeno le croste dalla cute, cercarono di fare dei liquidi per reidratarlo, ma era tutto difficile e complicato. Quando la situazione sembrava migliorare tutto precipitava di nuovo, compresa la voglia di lottare di Grisù. Non riusciva a reggersi in piedi per il grave stato di malnutrizione, cosa peggiore non riusciva a mangiare, aveva perso l’abitudine. Un giorno una volontaria portò con se il figlio, un ragazzino, si sedette vicino la gabbia di Grisù e iniziò ad imboccarlo, lentamente, poco per volta, quel cucciolo iniziò a nutrirsi nuovamente. Il giorno dopo tornò dopo la scuola, restava fino alla chiusura della clinica, ogni giorno era un progresso, aveva riconosciuto in quel bambino un cucciolo innocente come lui. Grisù riusciva ad interagire finalmente, usciva e giocava, la storia non poteva finire diversamente, Gisù andò a casa, dopo diverse settimane con quel bambino, non poteva tradire la sua fiducia, oggi è un cucciolo meraviglioso, ridotto in fin di vita dall’ignoranza e dall’indifferenza e curato dall’amore