La fine di Cub

Si sbarazza del suo amato Cub in un modo bruttissimo

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Siamo in Arizona, Jacob è un giovane ventisettenne e, quattro anni fa accolsero in casa loro un cucciolo meraviglioso, appunto  Cub. La famiglia era felicissima, di quel cane ne fecero un vero membro della famiglia. Cub era la cosa migliore che potesse capitargli. Nello stesso tempo la felicità

della famiglia veniva turbata da una malattia subdola e inarrestabile, Jacob soffriva di depressione e, nessuna cura e nessun amore poteva distrarlo. Una sera la famiglia va ad una festa, lui non viene, resta a casa con l’inseparabile Cub. Il rientro sarà devastante, non lo scorderanno più. Mentre il padre sta facendo manovra per entrare nel viale di casa la donna vede qualcosa sbucare dal secchio della spazzatura, è una testa, riconosce il collare di Cub. Tra urla e disperazione corrono dal veterinario con quel che rimaneva del loro amato cane, ma, arrivati in clinica il medico non ha potuto fare altro che confermarne il decesso, Cub lascia questo mondo all’età di quattro anni, dopo aver ricevuto oltre cento colpi da tagli, l’ultimo devastante. Jacob verrà trovato a casa, in condizioni pietose, non ci sarà tempo per le domande, in quel soggiorno è tutto scritto, una scena che non potrà essere dimenticata. Jacob chiede scusa, dice che non Cub non voleva prendere le medicine e si è tanto arrabbiato perché non ascoltava. Una tragedia nella tragedia, certo adesso il giovane pagherà in soldi il suo crimine, poi verrà chiuso e seguito per molto tempo nella speranza di poterlo evitare. Forse se i genitori avessero ascoltato i segnali, che sicuramente c’erano in precedenza, le cose potevano andare diversamente. Cub sei anche tu una nostra vittima, non riusciamo a vivere un giorno senza farvi del male a quanto pare siete lo sfogo di tutti!