La nascita di Otto

L’avevano trovato in mezzo ad un canale d’irrigazione ormai secco e in disuso, alcuni ragazzi hanno pensato di portarlo in clinica, per loro era solo un cane da salvare, nessuno immaginava la realtà di quella condizione. Vanno i volontari e lo portano in clinica, il medico mette la mano nel trasportino, subito nota un particolare che lo rattrista.



Il cane è zuppo, maleodorante, l’odore forte è di urina, ma come può essere tutta pipì quella? I ragazzi vanno via, l’opera è finita per loro, resta questo cane e il personale della clinica. Otto ha come un rubinetto aperto, più gente entra e più pipì fa, è terrorizzato dall’uomo, non ha reazione, si spalma a terra come marmellata, sottomesso, non reagisce a nulla. I ragazzi capiscono che è stato forse picchiato e umiliato, non incrocia mai lo sguardo, per mangiare devono lasciarlo solo e in penombra,…della serie”Non guardarmi mi fai male!” Otto si chiama così oggi, non viene ricoverato perché il direttore della clinica non lo vuole, per lui è da mandare al sanitario, tipo manicomio per capirci. Il personale decide di fare qualcosa, insomma sono quattro, unendo le forze…Otto viene portato a casa di Zelda, una volontaria educatrice, loro si dividono le spese, la pazienza e l’amore da frutti inaspettati. Otto inizia a camminare da solo, segue i cani della signora in giardino e poi in casa. Poi un giorno accade il miracolo, Zelda prende il guinzaglio per portare i suoi a spasso, Otto si siede in fila, era pronto per iniziare ad essere un cane, era pronto a fidarsi degli umani…vi lascio le foto ma dovete sapere un’altra cosa, quei ragazzi che lo trovarono non lo hanno dimenticato, uno di loro è tornato indietro, oggi Otto vive con lui e la sua splendida famiglia…