La storia della cagnolina che sognava di vedere il mare raccontata da Filippo Gigliotti

La storia della cagnolina che sognava di vedere il mare raccontata dal suo papà umano, Filippo Gigliotti; ecco cosa ci ha detto

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Vi racconteremo la storia della cagnolina che sognava di vedere il mare perché è, secondo noi, una delle storie più belle mai sentite. La protagonista è lei, una Golden Retriever di 12 anni che non aveva mai visto il mare. Il suo papà umano si chiama Filippo Gigliotti.

Filippo Gigliotti è un uomo di 40 anni (appena compiuti )… ha fondato da qualche anno la sua Startup e lavora sulle spiagge italiane proponendo i suoi prodotti Safebeach e Solarella. Nel tempo libero istruttore di Krav Maga con la missione di aiutare le persone ad imparare a difendersi. Odia la violenza in tutte le sue forme e ama gli animali. Ecco la storia che si nasconde dietro alle tenere immagini postate da lui sul suo profilo che sono diventate, in poche ore, virali.

12 anni e non aveva mai visto il mare…

Avevo deciso che per i miei 40 anni avrei preso un secondo cane… volevo che Luna avesse una compagnia, ma alla sola condizione che fosse un cane in difficoltà…

Mi capita a tiro un annuncio di una situazione abbastanza complicata, invio un messaggio nonostante non ne fossi assolutamente sicuro, quando senti una vocina dentro che ti dice “stai facendo una cazzata” ma non le dai ascolto e… mi rispondono, scattano i controlli pre-affido…. e arriva il giorno del nostro incontro.

Io e Luna ti abbiamo visto da lontano scendere da quell’auto, con quel pelo arruffato, spettinato, quella camminata buffa, sembravi un vecchio peluche

Ti sei avvicinata, vi ho lasciate conoscere… era la cosa più importante… e poi ti ho guardata bene… denti storti, un tumore sulla palpebra, una palla di pelo che nascondeva un corpicino pelle e ossa… e poi…

…poi la magia… Ho incrociato il tuo sguardo. Non so bene cosa diamine sia successo ma ti ho sentita dentro…. ok sei tu, stavo cercando te. Nonostante abbia messo un po’ a firmare i documenti dopo 2 secondi sapevo già che ti avrei portata via con noi.

Sono passati 5 mesi e in questo periodo non ho mai smesso di pensare a come avresti reagito alla vista del mare… ti ho promesso che ti avrei portata e volevo che quel momento fosse il mio regalo di compleanno… non volevo altro.

Vi ho caricato nel pieno della notte in macchina nonostante io fossi sotto antibiotico e febbre, 1080Km, innumerevoli soste, tanta pazienza…. e alla fine ce l’abbiamo fatta…

Doveva essere una semplice passeggiata, poco tempo, un approccio graduale… e invece ti sei sdraiata e addormentata… non volevo rovinare quel momento, per farvi ombra mi sono ustionato, ma non aveva alcuna importanza… era quel momento… IL MOMENTO che stavo aspettando…. una cosa che non dimenticherò mai. Indelebile. Magico. La magia del mare.

cane-spiaggia

Mi avete definito in tanti modi in questi giorni, qualcuno ha anche esordito con l’aggettivo “eroe”… penso che gli eroi, quelli veri, siano altri…. eroe è il medico che ti salva la vita, l’autista dell’ambulanza che corre per te, l’infermiere che ti cambia e pulisce… eroe è l’operaio che dopo tante ore di lavoro torna a casa tutto sudato e sporco e ha ancora la forza di mettersi a giocare con i propri figli… eroe è la mamma che accompagna al corso di danza, musica, ecc… eroe è chi crede in un sogno e fa di tutto per realizzarlo. Eroe è chi, invece di lamentarsi dei problemi, cerca una soluzione, senza magari trovarla, ma ci prova.

Io non sono un eroe…. sono solo uno che ha mantenuto la parola data, tutto qui. Si fa così normalmente no?

Eroe è chi, invece di lamentarsi dei problemi, cerca una soluzione, senza magari trovarla, ma ci prova.

Ho letto tanti commenti di persone che sono spaventate dalla separazione definitiva, dalla sofferenza che potrebbero provare.

Io non la vedo così. La morte è una cosa naturale, fa parte delle “regole della vita”. Non mi spaventa assolutamente quell’aspetto dell’adozione… quando sarà il momento lo affronteremo insieme, come due buoni amici, così come abbiamo affrontato insieme l’approccio con il mare, che tanto la spaventava! Mi spaventa molto di più qualcosa che potevo fare e che non ho fatto, il volerti portare in un posto e non poterlo fare, quello mi spaventa, molto, il rimpianto.

Filippo-Gigliotti-cani

Io non sono il suo papà, tanto meno il suo padrone… noi 3 siamo amici. Non sono padre quindi non posso sapere cosa si provi a esserlo (e non mi permetto di giudicare), ma non li tratto come bambini. Questo però non implica non averne cura, anzi. Padrone di cosa poi? Non sono padrone di nessuno se non delle mie scelte e della mia vita. Ripeto, siamo amici, 3 ottimi amici. Io aiuto loro e loro aiutano me (tantissimo) con la loro allegria e disastri.

Quello che è successo, tutto l’affetto ricevuto in questi giorni, è la dimostrazione che abbiamo, tutti, bisogno di cose vere, reali e naturali… in un mondo dove ormai regna l’apparire, lo scatto dei record e la gara forsennata alla raccolta smisurata di consensi.

…io, Luna e “L’altra” vi mandiamo il nostro ringraziamento, nella speranza che tutto questo possa contribuire a riportare un po’ di rispetto e umanità (sia verso gli animali che verso le persone) in un mondo in cui sta sempre più scomparendo.

Non fateci domande sul prima o sul perché… non racconterò nulla perché, per quanto io possa non condividere la scelta fatta dalla precedente famiglia, ho fatto la mia scelta e non voglio che nessuno si accanisca… per quanto assurda fosse la situazione, è stata comunque una scelta coraggiosa quella di “lasciar andare” … fatta per il suo bene.

“Non ci spaventa la morte, ma un giorno non vissuto, si, moltissimo!”

Testo di Filippo Gigliotti