La storia della povera Melia

"Chiunque si fosse preso cura di lei fino a quel momento, aveva deciso di gettarla via come un vecchio oggetto"

L’episodio si è verificato qualche giorno fa, quando l’associazione Abyda Jaén, ha trovato un cane per le strade della città, in condizioni indescrivibili. L’animale non aveva nessuna targhetta identificativa, chiunque si fosse preso cura di lui fino a quel momento, aveva deciso di gettarlo via come un vecchio oggetto.

Il povero cane era cieco e molto malato. Alla sua vista, i volontari dell’associazione non sono riusciti a dire una parola, era molto tempo che non si ritrovavano davanti ad una situazione del genere. Immediatamente, lo hanno preso e lo hanno portato dal veterinario

Quest’ultimo, dopo la visita ha scoperto che aveva un microchip. Così, i ragazzi si sono recati subito all’autorità. Gli agenti della polizia, poiché il microchip non dava alcun numero di telefono, si sono subito mobilitati per rintracciare la famiglia.

Nel frattempo, i volontari hanno scoperto che quel cane era un’anziana femmina di nome Melia, rimasta cieca dopo un infezione alle palpebre. Hanno provato a rassicurarla, a farle capire che da adesso in poi ci sarebbero stati loro a prendersi cura di lei.

Melia per diversi giorni, è rimasta ricoverata all’interno della clinica veterinaria e sottoposta a tutti i trattamenti necessari. Piano piano, ha iniziato a mangiare e a mostrarsi sempre più calma.

Lo scorso 28 settembre, è stata dimessa dal centro veterinario. Guardate qui:

I volontari l’hanno portata nel loro rifugio e non appena sarà considerata pronta, provvederanno a trovarle una famiglia, che potrà prendersi cura di lei, fino alla fine dei suoi giorni. Il processo di adozione per Melia, è lo stesso di qualunque altro animale. Ciò che però la famiglia adottante deve considerare, è la sua età. Non solo, Melia avrà bisogno, per un lungo periodo, di cure quotidiane e della somministrazione di medicinali.

Le condizioni in cui è stata ritrovata, hanno dimostrato, ancora una volta, fino a che punto può arrivare la disumanità dell’uomo.

Noi, come sempre, vogliamo dire grazie a questi volontari perché senza di loro questi poveri animali non avrebbero una seconda possibilità di vita. Buona vita Melia!

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