L’adozione speciale di un piccolo scoiattolo

Lo scoiattolo era caduto dal nido e della sua mamma non c'erano tracce. Questa donna, senza pensarci, si è presa subito cura di lui...

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“Mi chiamo Simone Serfontein  e voglio raccontarvi una cosa bella che mi è accaduta. Mai avrei immaginato che nella vita, avrei adottato uno scoiattolo e che sarebbe diventato il mio animale domestico. Tutto è iniziato in una fredda giornata dello scorso ottobre, mentre mi trovavo in Sud Africa. Mi trovavo a casa del mio migliore amico, quando casualmente ho guardato fuori dalla finestra e ho visto uno scoiattolo cadere da un nido.

Sono uscita fuori, sentivo i suoi lamenti… era piccolo ma della sua mamma non c’era nemmeno la traccia. Io e il mio amico abbiamo atteso per molto, ma questa non è mai arrivata dal suo piccolo. Alla fine ho deciso di raccoglierlo, era piccolissimo, mi emoziono ogni volta che ci ripenso. Ero consapevole del fatto che sarebbe morto comunque, ma lasciarlo lì non mi avrebbe mai permesso di continuare a vivere senza il senso di colpa. La sua temperatura corporea era bassissima e tremava, sia per il freddo, che per la paura. I suoi occhi erano ancora chiusi … La tenevamo bella e calda e alla fine lei smise di lamentarsi. Era una femmina. Abbiamo deciso di chiamarla Dingetjie e quando sono ripartita ho deciso di portarla con me. Una volta a casa, insieme al mio ragazzo Christof, ci siamo mobilitati, grazie ad Internet, per capire come allevare uno scoiattolo. Era un po’ come prendersi cura di un bambino. La notte ci svegliavamo per nutrirla e gli abbiamo costruito un piccolo nido in una scatola delle scarpe. Inizialmente avevamo comprato una gabbia, ma odiava stare lì dentro. Uno scoiattolo vive libero nella natura, quindi ho deciso che non era giusto che stesse imprigionata.

Non passò molto tempo prima che Dingetjie decise di preferire il mio letto per dormire. Non potevo lasciarla sola, così ho iniziato a portarla con me ovunque andassi. Era come una figlia ormai. Mi ha accompagnato, ogni giorno, a lavorare, per tre mesi.  Di solito le davo da mangiare quando mi svegliavo e poi mi preparavo. Si infilava nella mia sciarpa, camicia o in qualsiasi posto caldo vicino al mio corpo.

Quando è cresciuta mi sono resa conto che ormai era arrivato il momento di rimetterla in libertà. Ero molto triste, ma quello non è stato affatto un addio.

Quando l’ho liberata, ero convinta che quella sarebbe stata l’ultima volta in cui l’avrei vista, invece il giorno successivo, quando sono tornata a casa dal lavoro, l’ho trovata lì ad aspettarmi. Rimaneva in attesa su di un albero e non appena mi vedeva, mi correva incontro per salutarmi. La stessa cosa è successa nei giorni successivi.

Alla fine ho iniziato a lasciare una finestra aperta, così che potesse entrare in casa ogni volta che ne sentiva il bisogno. Un giorno mi sono resa conto che era ingrassata tantissimo. Poi ho scoperto che era incinta!

Si era fatta un nido con la carta igienica in uno dei miei cassetti, destinato ai suoi cuccioli. Sfortunatamente, il suo primo bambino è nato morto. Poco dopo, però, è rimasta nuovamente incinta e questa volta ha dato alla luce un cucciolo sano. Ci ha subito permesso di toccare e prendere il suo piccolo, si fidava ciecamente di noi. Non avremmo mai pensato che sarebbe rimasta con noi. Ma lei scelse di farlo”.

Dingetjie ora trascorre la maggior parte del suo tempo all’aperto, ma sa che la casa di Simone è un posto sicuro per il suo bambino.

“È onestamente la cosa più incredibile che abbia mai vissuto.”

Una storia meravigliosa, non trovate? Condividetela con i vostri amici!

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