Lettera di addio al proprio cane

Impossibile leggerla e non piangere!

Chi vive con un cane sa quanto il rapporto speciale che si instaura durerà per il resto della vita. Ma purtroppo Fido, come noi, non è immortale e arriva quel giorno in cui dobbiamo separarci per sempre da quell’amico fidato e leale che ha vissuto con noi gran parte della nostra esistenza. Un momento struggente e doloroso che solo chi ci è passato sa cosa voglia dire.



Salutare il proprio migliore amico non è mai semplice. E non importa se negli ultimi tempi magari aveva sofferto, perché ora non potremo più nemmeno cercare di aiutarlo, di coccolarlo, di stringerlo a noi. Una perdita troppo grande, perché con lui se ne va un membro importante della propria famiglia. Tutti quelli che hanno sofferto la perdita di un animale domestico sanno quanto possa far male. Sappiamo che ora sta meglio, magari dopo una lunga malattia, ma la sua mancanza si fa sentire ogni singolo istante di ogni singolo giorno. Ci rimangono i ricordi e l’amore che abbiamo provato: quelli nessuna malattia potrà mai portarceli via. Lo sa bene il ragazzo protagonista di questa storia, che ci lascia in eredità una lettera commovente di addio al suo amato cane. Non riuscirete a trattenere le lacrime leggendola, perché è davvero molto toccante. Arriverà dritta nel profondo del vostro cuore. John Pointer è un ragazzo che da poco ha saluto Benny, il suo migliore amico. Il suo adorato bulldog è stato purtroppo soppresso dopo aver combattuto a lungo e con coraggio contro un cancro e un’insufficienza renale, che però non gli hanno dato scampo.

Per cercare di superare il dolore, John ha deciso di pubblicare su Facebook una lettera d’addio, quella che Benny avrebbe sicuramente scritto se ne fosse stato in grado.

“Ieri è stata una giornata molto particolare. Non riuscivo ad alzarmi dal letto. L’uomo con cui vivo ha dovuto prendermi in braccio; ho provato a mettermi sulle zampe, ma non c’è stato niente da fare. Lui mi ha detto: Non preoccuparti amico, ci penso io, portandomi di sotto e poi fuori, davanti alla porta d’ingresso. Che gesto carino! Avevo davvero bisogno di fare la pipì e l’ho fatta lì, proprio dove mi ha lasciato. Normalmente non è così che funziona, ma io e lui ci siamo detti che era un’eccezione. Ho iniziato a camminare dal parcheggio in direzione del posto dove tutti i cani come me fanno i loro bisogni. Sentivo le mie zampe trascinarsi a fatica sul terreno. Che strano, ho pensato, e poi ho dovuto farla lì, nel mezzo delparcheggio, cosa che non faccio mai, è contro le regole.

Il mio umano ha pulito quello scempio, mi sentivo in imbarazzo, così l’ho guardato e lui mi ha detto: Ti va di camminare ancora, amico? Eccome se lo volevo, ma era davvero difficile. Quando abbiamo raggiunto la fine del parcheggio, la testa ha iniziato a girare, ho provato a fare la piccola salita ma sono quasi caduto. Non riusciva davvero a capire cosa stesse succedendo. Lui mi è venuto vicino e mi ha di nuovo preso in braccio. Così andava meglio e mi ha portato a casa. Ero ancora molto confuso e mi sentivo la testa vuota, gli ero grato per non aver dovuto camminare: mi sembrava una distanza enorme.

Ero felice di poter stare a riposo nel mio letto. La mia persona mi ha accarezzato e mi ha detto: Ci penso io amico, tranquillo. E, siccome sapevo che lo avrebbe fatto davvero, mi sono subito sentito meglio.

Ha iniziato a palpare le mie zampe e a guardarmi la bocca, mi ha detto: Amico, hai freddo? La mia faccia era fredda, come anche le zampe. Ha iniziato a mandare messaggi a un po’ di gente, per poi tornare a coccolarmi. Qualche minuto dopo è arrivato qualcun altro. E’ uno dei miei umani preferiti, si chiama Jay, mi ha coccolato e ha detto al mio padrone: Potresti prendere una coperta? e me l’ha poggiata addosso… Wow che bella sensazione! Poi hahnno iniziato tutti e due ad accarezzarmi, anche se mi sembrava che proprio non riuscissero a tenere le lacrime. Non mi piace quando piangono, mi fa stare troppo male. E’ mio compito assicurarmi che siano felici, ma ero stanco e avevo freddo. Continuavo questo dormiveglia e ogni volta che riaprivo gli occhi loro erano lì per me, volevano essere sicuri che stessi bene. Parlottavano tra loro.

Durante la giornata, il mio umano ha fatto alcune telefonate, e ha passato la maggior parte del tempo con me. A un certo punto l’ho sentito dire: “9 del mattino domani… ok, sì… Le faccio sapere se ci sono cambiamenti, grazie dottoressa MacDonald”. Subito dopo ha chiamato qualcun altro, dicendo: “Salve, mi scusi, ma devo cancellare per stasera” poi, mentre stavo per riaddormentarmi, mi è sembrato di sentirlo piangere di nuovo.

In serata altre delle mie persone preferite sono arrivate. Ed erano tutte così affettuose. Ho leccato via le loro lacrime quando si avvicinavano abbastanza alla mia faccia. Sospiravano cose dolci alle mie orecchie, dicendomi che era un bravo ragazzo. Più tardi mi sono sentito forte abbastanza da camminare fino alla porta per vedere chi arrivava. Mi è sembrato molto più stancante di quello che mi ricordassi. Ho sentito allora il mio umano dire: “Questa è la prima volta che si alza da solo oggi”. Mi sono sembrati tutti molto contenti della notizia, e lo ero anche io. Ma, una volta finito l’entusiasmo, è stato molto faticoso continuare a muoversi.

Dopo che l’ultimo visiatore è andato via, la mia persona mi ha portato fuori per fare quelli che lui chiama “i miei affari”. Siamo tornati dentro e abbiamo raggiunto le scale, che mi sembravano almeno due volte più ripide di quanto me le ricordassi e dieci volte più lunghe. Allora ho guardato il mio umano e lui mi ha guardato a sua volta. Mi ha detto: “Non preoccuparti amico, ci penso io” e mi ha portato su. E dopo è andata anche meglio, mi ha permesso di dormire nel *suo* letto. Fatemelo ripetere ancora una volta: *Ho potuto dormire nel letto del mio umano!*. Normalmente ognuno ha il suo letto, ma l’altra notte ci siamo coccolati ed è stato così bello sentirlo vicino. Ho pensato: “Questo è quello che fa per me, non me ne andrò mai”, anche se non mi sentivo benissimo e avevo qualche difficoltà a respirare.

Pare sia iniziato qualche mese fa. Stavamo giocando e all’improvviso sono svenuto. Non so bene cosa sia successo, ma credo che mi si sia fermato il respiro. Potevo sentire la mia persona che mi chiamava. Ma non potevo muovere un singolo muscolo, lui mi sollevava la testa e guardava i miei occhi. Potevo vederlo, lì di fronte a me, ma non potevo leccare la sua faccia. Mi disse: “Benny ci sei? Non ti preoccupare amico, ci penso io”. Ero completamente perso, ma poi i miei polmoni sono riusciti a tirare un lungo respiro e ho ricominciato a vedere.

Andammo da alcuni dottori, ed è da allora che ho iniziato a sentire tante volte parole come “cardiomiopatia,” “cancro” e “insufficienza renale.” Tutto quello che so è che a volte mi sento bene, e a volte… proprio no. Il mio umano mi dà delle medicine.

Questa mattina l’ho sentito alzarsi e fare la doccia, tornato nella stanza aveva un profumo così buono. Mi voleva aiutare ad alzarmi, ma sono riuscito a farlo da solo. Siamo andati fino alla cima delle scale e anche questa volta sembravano più ripide e lunghe del solito. Lui mi ha detto: “Ci sono io, amico” e mi ha portato di sotto. Ho fatto i miei bisogni e siamo tornati dentro. Poi ha aperto una di quelle scatolette deliziose, che mi piacciono tanto, di quel cibo ottimo… ah se mi piacciono!

È arrivato anche Jay: che sorpresa! Ma tutti e due sembravano preoccupati, anche se continuavano ad accarezzarmi. Era quasi uno di quegli spettacoli in cui tutti gli attori sono tristi, ma fanno finta di essere felici. Qualche minuto dopo è arrivata un’altra persona, aveva dei pantaloni da dottore e io mi sono sdraiato su di lei.

Li ho sentiti parlare, e tutti hanno guardato le mie gengive e toccato le mie zampe. Ho sentito la signora con i pantaloni da dottore dire: “È una vostra decisione, si trova sicuramente in quella fase, ma non voglio spingervi a prendere decisioni. Vedendo il suo colorito pallido, sono piuttosto sorpresa che riesca a stare in piedi. E le zampe e le guance…” dice puntando il dito verso la mia faccia, “qui dovrebbe essere rosa, invece è quasi bianco, tendente al giallo”.

La mia persona e Jay si sono quindi allontanati per parlare. Quando sono tornati ho sentito il mio umano dire: “Sono d’accordo, non voglio aspettare fino a che sia in agonia”, andando poi nell’altra stanza. A dire il vero io mi sentivo davvero male, anche se ero in piedi e camminavo. Mi sembrava che tutta la mia testa fosse fredda, le mie zampe erano gelide e le mie gambe posteriori non funzionavano bene.

La signora con i pantaloni da dottore ha detto: “Inietterò questo nei suoi muscoli, è un sedativo, e poi mi allontanerò così da potervi dare il tempo di stargli vicino e aspettare che si addormenti”. Il mio umano mi ha baciato e guardato negli occhi, tratteneva le lacrime. La signora con i pantaloni da dottore mi ha quindi iniettato qualcosa nella gamba, io ho guardato il mio umano: è una persona meravigliosa, gli sarò per sempre vicino.

Lui e Jay mi hanno accarezzato, continuando a dirmi le cose più dolci del mondo: che ero un ottimo cane, che ero stato bravissimo a fare il mio dovere e di quanto erano contenti di avermi avuto nella loro vita. A un certo punto ho inizato a sentire un brusio nella mia testa. CONCENTRATI! Ho guardato il mio umano, ho pensato a quanto bene gli voglio.

Ho di nuovo avuto un mancamento. CONCENTRATI! Guardo il mio umano, quanto bene gli voglio, sarò sempre al suo fianco, lui lo sa. Ma sto dormendo? CONCENTRATI! Sarò sempre con lui, con tutto il mio cuore…

La donna con i pantaloni da dottore dice: “Deve proprio avere una grande voglio di stare con te, ce la sta mettendo tutta per non cedere, è incredibile”. Il mio umano allora, trattenendo le lacrime, ha detto: “Lo so, questo ragazzo vive per me, è l’essere più fedele e devoto che abbia mai incontrato…”. Abbiamo avvicinato le nostre teste e abbiamo chiuso gli occhi, mi sentivo così bene, non riesco proprio a spiegarlo a parole. Ci siamo guardati di nuovo. Mi sembrava di riuscire a controllare quel ronzio nella testa, ma ho comunque pensato che stendersi un po’ mi avrebbe fatto bene. Il mio umano mi ha aiutato: che bello!

Sentivo lui e Jay che mi accarezzavano, mentre parlavano di me. Mi vogliono proprio un sacco di bene. Quanto sono fortunato? E poi all’improvviso mi è sembrato che a coccolarmi fossero mille mani, di tutti quelli che ho conosciuto: mi coccolavano, mi grattavano sotto le orecchie e in quel preciso punto, appena sotto il collare, che ti fa muovere le gambe: dovreste provarlo, è fantastico!”.

Poi la signora con i pantaloni da dottore mi ha toccato la gamba, ve l’ho già detto che il mio umano si è anche occupato in passato di rimettere a posto le mie ginocchia? Sono di titanio e hanno funzionato bene fino ad ora, solo che ultimamente le sentivo un po’ cigolanti.

Mentre gli altri mi accarezzavano, la signora con i pantaloni da dottore mi ha messo un altro ago nella gamba: non appena il fluido ha iniziato a circolare le mie zampe sono miracolosamente guarite! Le mie ginocchia erano perfette! E quando l’ho sentito in circolo nel mio corpo anche il mio cancro è andato via. I miei reni erano in forma, e il mio cuore è tornato sano. Mi sembrava davvero di aver sconfitto tutti i miei malanni. Che sensazione fantastica!

Ho visto la mia persona, Jay e la signora che vive in casa nostra, Shelly, mettersi in cerchio vicino a qualcosa… non so, era qualcosa che mi somigliava, era tipo me quando ero molto malato e sfinito. La faccia era appannata, per cui non riuscivo a vedere bene. Ma mi sembrava che quel poverino stesse davvero soffrendo un sacco.

Mi sembrava che il mio umano fosse sollevato, da una parte, ma davvero molto triste dall’altra. Gli voglio molto bene. Guardavo a quel coso che mi somigliava e a lui, e mi sono detto che era molto triste anche io. Ho iniziato a saltellare per la stanza, facendo un po’ il pagliaccio, ma mi pareva che loro volessero essere tristi e rimanere concentrati su quel coso, continuando ad accarezzarlo e baciarlo.

Il mio umano era proprio triste. Mi sono steso vicino a lui, come ho fatto milioni di altre volte, ma non era esattamente la stessa cosa. Mi sembrava che il suo corpo fosse diventato una nuvola che io potevo attraversare. Allora mi sono messo vicino a lui, come un bravo compagno, e gli ho sussurrato: “Non ti preoccupare, amico, ci sono io!”

Non lo lascerò mai, gli starò vicino per sempre. E questo lui lo sa”.