L’orso che muore di fame è la nostra vittima

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Un’immagine che non avremmo mai voluto vedere… straziante e crudele ma che dobbiamo guardare. Non girate la testa dall’altra parte… tutti devono guardarla. Deve essere la nostra punizione per tutte le atrocità che stiamo perpetrando ai danni del nostro pianeta e degli esseri che lo popolano.

È solo un orso polare ma è diventato il simbolo del grido d’aiuto del nostro mondo, quello che piano piano stiamo distruggendo. È pelle ed ossa e si trascina a malapena. H ai giorni contati e, probabilmente morirà a breve. Vi fa male guardarlo? Pensate a lui quanto gli fa male…

Chi è il colpevole? Io che scrivo, tu che leggi, loro che fanno finta di niente… tutti. Siamo tutti i boia di quest’orso. E non cominciate a dire: “Perché sta filmando e non fa nulla?” Che doveva fare il fotografo? Portarselo a casa? Andare a comprargli una bella mucca, ammazzarla e dargliela in pasto? E voi che state leggendo… perché non fate niente?

Chiedetevi cosa avete fatto di concreto nell’ultimo periodo per impedire che il nostro pianeta si surriscaldi? Cosa avete fatto di concreto per impedire l’inquinamento? Nulla… ve lo dico io. Nessuno di noi ha il diritto di arrabbiarsi con il fotografo che ha scattato quelle foto.

L’orso fotografato e uno dei tanti… noi abbiamo visto lui ma come lui ce ne sono a centinaia… e nessuno fa nulla. Il video è le foto sono state fate sull’Isola di Somerset, in Canada,  da Paul Nicklen, un’attivista e fotografo di National Geographic e da un team di Sea Legacy.

Ecco le strazianti parole di Paul:

“È una scena che spacca il cuore, ma che abbiamo scelto di condividere per rompere il velo di apatia della nostra società. Avevamo le lacrime agli occhi mentre filmavamo. È stata l’esperienza più sconvolgente che abbia mai vissuto. L’ho ripreso per smuovere le coscienze”.

Molti l’hanno accusato di non essere intervenuto ed ecco la sua risposta…

“Certo, ci ho pensato a fare qualcosa ma non vado in giro con una pistola tranquillante o con 400 chili di carne di foca”.

La verità è che anche se il fotografo avesse fatto qualcosa, sarebbe stato solo un modo per prolungare la sua sofferenza. Poi, in Canada, è illegale dare da mangiare agli orsi polari selvatici.

Paul ha continuato:

“Aveva gli arti inferiori atrofizzati. Non potevamo fare molto per lui. Ho ripreso la sua lenta morte per far sì che non sia avvenuta invano… quando gli scienziati parlano dell’estinzione degli orsi polari, le persone comuni non si rendono conto di ciò che significa. Questa è la fine che fanno: muoiono lentamente di fame. E tutti lo devono vedere”.

E noi cosa possiamo fare? Molto a dire la verità… ma non per lui che, ormai è condannato a morte. Dobbiamo provare a mangiare il cibo giusto, a ridurre l’inquinamento con tutti i mezzi, a non abbattere più le foreste e rispettare la terra. E poi possiamo anche dare una mano ai volontari come quelli del Sea Legacy che si battono per cercare di salvare gli oceani e i ghiacciai.