Mamma, dove vanno i gatti quando si addormentano per sempre?

Racconto tratto liberamente da una bellissima Favola di Gianni Rodari

Un bambino chiede alla sua mamma: “Mamma, dove vanno i gatti quando muoiono?” La mamma lo guarda e, passandosi la mano tra i capelli, come per sfiorare un ricordo, inizia lentamente a parlare. “Quando muoiono, i gatti vanno nel paradiso delle crocchette che è un posto scoppiettante.”


E, vedendo lo stupore dipinto sul viso del figlio, continua: “Hai presente quelle macchine da pop corn che vedi al cinema?” Il bambino, con un sorriso, le risponde: “Siii, me le ricordo: sono le macchine che, scoppiettando, fanno comparire pop corn che sembrano nuvole”. “Ebbene,” continua la mamma, “i gatti vanno in un posto dove ci sono tante nuvole dalle quali escono crocchette puzzolenti ma che a loro piacciono tanto. Quel posto è il paradiso dei gatti ed è pieno di cose che i gatti amano. Ci sono centinaia di gomitoli di lana e loro ci giocano: saltellano tutti insieme, mangiano crocchette, giocano con i gomitoli e, sopratutto, pensano ai loro umani, lasciati laggiù… e fanno le fusa. Eh, sì. Il paradiso dei gatti è un posto pieno di fusa, tante fusa d’amore. Questo è quello che i gatti fanno di giorno.”

“E di notte? Cosa fanno di notte i gatti, mamma?” chiede il bimbo.

“Eh, di notte prendono le nuvole, le aprono con le zampette, come se fossero delle valigie, e ci mettono dentro dei pezzettini di cielo le loro stessi avevano tagliato per fare dei collage per i loro amati umani. E quando le valigie sono piene, partono. Vanno a trovare i loro umani… scendono dalle finestre mentre loro dormono. Si fanno un giretto per casa. Prima, se avevano altri amici animali, vanno a trovare loro. Li salutano, giocano insieme e si raccontano le ultime novità. Poi si infilano nel letto dei loro umani e si fanno una pennichella, come quando erano in vita. A volte si divertono a fare delle piccole birichinate. E, così, quando i loro umani si svegliano, capiscono che sono stati visitati dai gattini venuti dal paradiso. Sanno che sono venuti con le loro valigie, lasciando sparsi per casa dei pezzettini di cielo. In cambio sai cosa prendono i gatti quando vanno via?”

“No, non lo so. Cosa prendono?” risponde il bimbo.

“Prendono l’amore e i bei ricordi che hanno della vita insieme ai loro amici umani. Li mettono nelle loro valigie a forma di nuvola, ormai svuotate dai pezzettini di cielo e se li portano nel paradiso delle crocchette.”

“E perché fanno questo?”

“Perché così quando tornano nella “fuseria” che è il posto delle nuvole dove i gatti con le ali fanno le fusa, possono tirare fuori i ricordi lasciati dai loro umani e possono fare le fusa pensando a loro. E noi, che rimaniamo qua giù, possiamo pensare a loro, grazie ai pezzettini di cielo che hanno lasciato sparsi nelle nostre vite.”

(Racconto tratto liberamente da una Favola di Gianni Rodari)