Mariella e la vita ritrovata

Mariella aveva scelto lui

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Si è presentata in caserma da sola, è entrata nell’ufficio del capitano ed è barcollata a terra. Abbiamo visto in lei tutto il nostro fallimento, coperta di tagli e ferite con una catena al collo tremenda. Le zampe mostravano segni di anelli, tipo manette, usate di solito con delle piccole catene per evitare ai cani di correre.

Mariella, così viene chiamata dal capitano, non aveva la forza di respirare, da dove fosse arrivata non era dato saperlo, visto che lei non poteva dirlo. Alcuni ragazzi erano spaventati, una pitt resta sempre una pitt, la presenza non gli manca di certo. Il Capitano si è avvicinato a lei, le lacrime scendevano sole, con un po di vergogna ha chinato la testa per non farle vedere “Non ti manderò in un rifugio per cani da recuperare, non permetterò che altri violino il tuo cuore!” Mariella viene portata in clinica, sporca a quella maniera l’uomo l ‘ha caricata senza problemi e portata in clinica di corsa. Il responso piegò le gambe all’uomo, che in vita sua ne aveva viste tante. Marella era un cane da lavoro, i segni dei legacci a cui veniva immobilizzata per farla montare dai maschi per poi fare cuccioli e venderli nei giri clandestini. Le zampe posteriori morsicate, segno che è stata appesa e usata per addestrare i cani grandi ad agguantare la preda, tagli ovunque per attirare i cani feroci. Mariella si riprese dopo molte settimane, con lei una grande persona, al suo fianco 24 ore al giorno, non badarono a spese perché per lei quello era il passato. Il Capitano non ha più lasciato quella creatura, dal giorno in cui entrò nel suo ufficio, gli chiese aiuto e lui non lo negò. La loro, oggi, è una fantastica avventura tutti i giorni.