“Mi hanno svegliato di notte, così li ho fatti uscire fuori…”

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Quando parliamo di mamma, di solito pensiamo a una persona premurosa, che non faccia mancare nulla ai suoi bambini. Immaginate invece, adesso, una donna incinta che lascia i suoi quattro cani a morire di fame, abbandonati in mezzo ad una specie di discarica, tra i rifiuti. Ebbene si, esistono questi tipi di persone!

Questa nella foto, è una mamma di ventotto anni di nome Carly Bennet. Lo scorso maggio, un ispettore dell’associazione RSPCA, dopo diverse segnalazioni, si è recato a fare un sopralluogo a casa sua, ma ciò che ha trovato nel giardino, è stato a dir poco sconvolgente! “Il forte odore nauseante, si sentiva già da fuori, ma non appena ho aperto quel cancello, la scena davanti ai miei occhi, è stata davvero terribile. C’erano rifiuti, sporcizia e vecchia roba buttata ovunque. C’erano quattro poveri cuccioli di bullmastiff, che cercavano, disperatamente, cibo in ogni angolo. Rovistavano tra la spazzatura, erano magrissimi, denutriti, trascurati. Avevano tra le sette e le nove settimane, costretti a vivere passando sui loro stessi bisogni, che si stavano accumulando lì chissà da quanto tempo. Quando le ho domandato perché vivessero in quelle condizioni, la donna si è giustificata dicendo che l’avevano svegliata di notte e quindi li aveva fatti uscire. Le sembrava una cosa sensata, ma non aveva calcolato di averli lasciati senza riparo, in condizioni invivibili! Li ho presi e li ho portati subito dal veterinario. Lei non ha provato nemmeno ad ostacolarmi. Li ho fatti curare e li ho poi portati al rifugio, per permettere loro di trovare una casa vera.

Dopo la denuncia, Carly ha ammesso le sue colpe, ritenendosi colpevole. E’ stata accusata di maltrattamenti e abusi verso gli animali.

E’ stata condannata a dover svolgere un servizio alla comunità per dodici mesi e a pagare una multa molto salata.

Inoltre non può più tenere animali per dieci anni.

I cuccioli stanno recuperando e non appena saranno ritenuti pronti, sarà trovata loro una casa vera.”