Pain, un cucciolo disperato

Pain piangeva

Arriva una telefonata”Un sacco con un bambino è stato lanciato dalla macchina, correte!” La polizia arriva sul posto, dal pianto capiscono che non si tratta di un bimbo, o meglio di un bimbo umano. Così viene chiesto l’intervento di un’associazione di volontari. Pain, così oggi si chiama, viene trovato privo di pelle, in un mare di pianti

L’uomo resta in silenzio e lo guarda, lui piange solo a sentire lo sguardo addosso. Scioglie il laccio, mette la mano, lui grida ancora di più, quella mano per lui è terribile. Ne esce fuori come un piccolo vermicello strisciante, non alzava la testa per la paura. Un biscotto, tanto è bastato per conquistarlo, chissà quanta fame aveva sofferto in quei pochi giorni di vita. Pain , viene portato al rifugio, viene subito lavato per togliere le larve e i parassiti che lo stavano mangiando. Passano i giorni e tutto diventa più chiaro, quello scarto si sta trasformando. La paura non fa più parte di lui, è dolcissimo, ama le carezze, adesso le mani le cerca lui. Dopo qualche settimana non si riconosce neanche più, ma il miracolo vero accade quando il ragazzo decide di portarlo con se al mercato a fare spesa. Una venditrice di stoffe la vede e si china per accarezzarlo, il cane si ferma e la guarda, quello sguardo cambierà inesorabilmente la sua vita. Oggi Pain vive con quella signora, tutte le mattine si alza di buon ora per andare al mercato, non si separano mai e, di tanto in tanto il giovane che lo salvò torna a fargli visita. La sua è una storia  a lieto fine, una di quelle storie che vale la pena raccontare, solo fosse per incoraggiare qualche anima buona a salvare gli ultimi di questa terra

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non sapere che cosa fare per fargli meno male

tremava e aveva

paura anche dell’aria

i risultati arrivarono

con l’amore, la dolcezza e la pazienza

E’ così che dovrebbero finire tutte le nostre favole