Paskal, un cane a metà

L'abbandono e la rinascita di Paskal

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Era una domenica mattina, stavo buttando la spazzatura, poi sarei andato in bicicletta per qualche ora, come sempre insomma. Mi andò lo sguardo su di uno scatolone buttato di fianco al bidone, sembrava che qualcosa mi stesse chiamando. Guardo all’interno e vedo un cagnolino, forse un cucciolo, non si muoveva, era

particolarmente maleodorante, girava solo gli occhi per incrociare il mio sguardo. Io presi la mia bici per andare via ma la coscienza mi ha detto che dovevo fermarmi, così , senza toccarlo lo portai dal veterinario con tutta la scatola. Dissi la verità, che l’avevo trovato e che puzzava, dissi pure che avrei pagato le spese per le sue cure e avrei cercato una famiglia. Io credevo di fare la cosa giusta, ma quando il medico ha preso il piccolo e l’ha tirato su la sua assistente è stata colta da un leggero malore. “Oh mio Dio, come hanno potuto!” Paskal, si chiama così, era stato immerso nella colla industriale, forse un silicone o roba del genere, seccandosi lo aveva immobilizzato. Probabilmente nel cercare la fuga era caduto, tutto ciò che era a terra si era appiccicato a lui. Paskal non poteva neanche muovere le zampe, si era seccata la colla, era come cartapesta. I medici l’hanno osservato per diverse ore, hanno chiesto consulti, poi è stato addormentato ed è stata rimossa molta parte della sua pelliccia. Per lui non sono stati giorni facili, era piccino piccino. I medici hanno passato molto tempo con lui, dispensando carezze e bacini. Paskal adesso ha il suo bel mantello crema e cioccolato, è un vero principino, presto avrà la sua mamma.

Nei momenti iniziali

ecco come è stato pultio