Si è spenta Laga, la femmina di pastore tedesco che ha salvato vite durante il terremoto di Amatrice

Aveva conquistato il cuore degli italiani, ma Laga stava soffrendo troppo ed ha scelto di smettere di lottare. Questa eroina si è spenta per sempre 😔💔🌈

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Oggi l’Italia intera è addolorata per la scomparsa di Laga, un pastore tedesco che durante il terremoto di Amatrice, avvenuto lo scorso 24 agosto del 2016, aveva lavorato instancabilmente, per salvare quante più vite possibili. Grazie al suo fiuto, Laga è stata fondamentale nell’individuazione dei corpi sotto le macerie.

A dare la triste notizia è stato il suo papà umano, Carlo Grossi, attraverso il suo profilo Facebook. Era stata proprio Laga a trovare i corpi dei suoi figli senza vita, dopo il tragico evento che ha distrutto Amatrice.

Laga si era ammalata e dopo una lunga lotta, ha deciso che era stanca di combattere ed ha chiuso gli occhi per senore.

È così che il suo papà l’ha salutata:

“Ciao Laga. ‘Un addio. È tramontato il sogno. Chiudo l’orizzonte. Ti bacio. E vado via'”.

Carlo è un infermiere del centodiciotto e dirige l’unità cinofila del corpo dei Carabinieri.

Nonostante la brutta esperienza del ritrovamento dei suoi figli, Grossi non ha mai smesso di lavorare affiancato a Lega, con la speranza di salvare quante più vite possibili, così come insieme fecero durante il terremoto di Amatrice.

Dopo la pubblicazione della notizia della morte di Laga, Carlo ha pubblicato altre foto della guerriera, alcune da cucciola, meravigliosa mentre gioca felice, altre mentre faceva ciò che più amava, salvare vite.

“La vita dei cani è troppo breve. Questa è la loro unica, vera colpa”.

Laga era entrata nel cuore dell’intero paese, così come gli altri suoi colleghi a quattro zampe.

Sono loro i veri eroi, che grazie al loro istinto e al loro fiuto, salvano vite umane, faticando per ore ed ore.

Senza l’unità cinofila, i soccorritori durante tragedie come un terremoto, non riuscirebbero ad individuati tutti i corpi, vivi e morti, o lo farebbero quando sarebbe ormai troppo tardi.

Ciao Laga, corri libera dal tuo dolore sul ponte dell’arcobaleno.

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