“Spesso passo in quello che per me è il posto maledetto”

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La crudeltà umana non ha limiti, soprattutto nei confronti dei poveri animali.  Judy Obregon è un’amante degli animali fondatrice del:”The Abandoned Ones Animal Rescue”, associazione che si occupa del salvataggio e del reinserimento dei animali abbandonati. Vive a Fort Worth, in Texas, e molto spesso passa in un posto da lei soprannominato “il posto maledetto”, una zona della sua città vicino il lago Echo, dove le capita di trovare animali abbandonati o purtroppo morti.

“Amo ciò che faccio, anche se non nego che mi si spezza il cuore quando vedo questa crudeltà nei confronti dei nostri amici a quattro zampe.” racconta Judy. “Spesso passo in quello che per me è il posto maledetto per vedere se c’è qualcuno bisognoso del mio aiuto e purtroppo mi capita altrettanto spesso di trovare cani abbandonati, o addirittura morti, buttati via per la stupiditá dell’uomo”.

A fine marzo Judy si trovò a passare, come di consueto, in quel posto, dove vide che vicino ad alcuni cespugli c’era un corpo bianco che si muoveva, ma non riusciva a capire cosa fosse. Appena scese dalla macchina, quella macchietta bianca si alzò, era una dolce cagnolina.

“Appena chiusi lo sportello la vidi balzare, era una metticcietta, denutrita, debole, emanava un cattivo odore ed era esausta. Vederla in quelle condizioni mi fece avere una fitta sul cuore. Si provò ad avvicinare ma zoppicava e dopo pochi passi abbassò la testa e si accasciò di nuovo a terra, mi guardava con il suo musino triste e decisi di avvicinarmi io…”

Arrivata vicino alla cagnolina notò che collo aveva qualcosa, la piccola era stata legata quando decisero di abbandonarla e in qualche modo è riuscita a liberarsi. Si ritrovò sola e spaesata, con la speranza che qualcuno tornasse a riprenderla.

“Aveva una pastoia intorno al collo, una specie di corda che si usa per trattenere i rapaci da caccia per non farli scappare o per legare le zampe anteriori degli animali per non farli allontanare. Nel tentativo di liberarsi si era procurata delle lacerazioni, doveva aver lottato con tutte le sue forze. Per prima cosa la liberai, ma Callie (il nome che diedi alla cagnolina), si rifiutò di venire via con me. Voleva rimanere in quel punto preciso, sperava che chi un tempo l’aveva amata tornasse indietro a riprenderla, ma dopo alcuni tentativi riuscì a farla salire in macchina”.

Mentre si dirigeva dal veterinario, Judy decise di farle un video, bello e commovente. “Mi sono messa in cammino per portare Callie dal veterinario, guardava fuori dal finestrino in direzione di quel posto. Piangeva. Alla fine si rassegnò e poggiò il suo dolce musetto sulla mia spalla”.

Il medico dopo averla visitata disse a Judy che stava la piccola Callie era stata picchiata e per questo zoppicava, ed era stata abbandonata ad un triste destino.

“La portai nel mio rifugio, era guarita, stava pian piano dimenticando il suo passato e quando notavo che si isolava immersa nella tristezza, correvo ad accarezzarla e subito tornava a sorridere e scodinzolare”.

Dopo poco tempo le trovarono una famiglia che era disposta a prendersi la dolce cagnolina e che sicuramente non l’averebbero più abbandonata. Era ciò di cui aveva più bisogno, d’amore, di una casa e delle persone di cui si potesse fidare ciecamente. Ora è felice i suoi nuovi amici la amano e non le fanno mancare nulla. Questa è la storia di Callie, sottratta da morte sicura da una donna meravigliosa

Se sei contro l’abbandono condividi, omaggiamo Judy e la dolce pelosetta!