Uno dei peggiori casi mai visti prima. Cacciatore accusato di maltrattamento di cinquantacinque cani

Cacciatore accusato di maltrattamento di cinquantacinque cani, costretti a vivere in condizioni inimmaginabili!

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Un uomo è stato denunciato dagli animalisti per un presunto crimine di abuso verso gli animali, ma solo dopo tre anni, il Tribunale  ha accolto il processo. L’uomo, un cacciatore di nome Robert R. Gonzalez Galvez, di cinquantacinque anni, è stato accusato di aver abbandonato ben 55 cani da caccia, accatastati in un piccolo recinto di soli 30 metri quadrati.

I veterinari, dopo un sopralluogo, hanno individuato, sui poveri corpi magri di quei cani, ferite in stato di putrefazione, che li avrebbero portati alla morte. Dopo una lunga lotta, l’uomo è stato, finalmente, processato. La giusta condanna sarebbe dovuta essere nove mesi di carcere per ogni cane di cui era responsabile, per un totale di 40 anni di carcere.! Ma alla fine, come ogni volta, indovinate un po’ com’è andata a finire? Il cacciatore è stato condannato a un anno e mezzo di carcere, per il reato di maltrattamento verso gli animali. Condannarlo caso per caso, era eccessivo… gli è stato anche impedito, per quattro anni e sei mesi, di esercitare la sua squallida professione e di avere qualunque tipo di contatto con gli animali. Per concludere, gli è stata fatta una multa di 10.925 euro. L’associazione Saving Furry, diretta da Fernando Sánchez Ocaña, si è recata, ogni giorno, sul posto, per garantire cibo ed acqua a quei cani. Fernando ha raccontato: “la prima volta che sono andato sul posto, quell’uomo non voleva farci entrare. Diceva che i suoi cani stavano bene, non avevano bisogno di cure. Per lui erano solo i suoi strumenti da caccia e capita spesso che qualcuno di loro muoia”.

“Due erano già morti, un altro era in stato di decomposizione. Un film horror, il nostro aiuto è arrivato troppo tardi, ma l’importante è che sia arrivato.”

I cuccioli sono stati spostati, sei a sei, in spazi tanto capienti, da permettere loro di condurre una vita normale, fino alla fine delle indagini. Venti di loro, in condizione critiche, sono stati portati con urgenza nella clitica veterinaria del posto.

La metà dei 55 cani, non aveva nemmeno il microchip.  La Federazione dell’Associazione per la protezione degli animali della Comunità di Madrid (FAPAM) ha spiegato che vivevano in condizioni mai viste. Senza acqua corrente, elettricità, fognature o altri sistemi di smaltimento dei rifiuti. L’ambiente permanente nella vita di questi animali era la putrefazione assoluta.

I poveri animali vivevano e mangiavano in mezzo ai loro stessi bisogni, completamente invasi dalle zecche. Due cagne, in stato di gravidanza, soffrivano di ipertrofia mammaria a causa di allattamento consecutivo. I loro cuccioli sono rimasti paralizzati. il cacciatore, davanti al giudice, si è giustificato dicendo che per i cani da caccia, quelle sono condizioni normali, poiché non sono animali domestici.

Dopo il processo, finalmente, i cani sono stati smistati nei diversi rifugi, dove oggi hanno cure quotidiane e non appena saranno considerati pronti, i volontari cercheranno loro una famiglia!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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